Visualizzazione post con etichetta Leone d'oro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Leone d'oro. Mostra tutti i post

sabato 6 settembre 2025

Venezia 2025 - Il Totoleone

Siamo giunti al termine di un'altra Mostra del Cinema, segnata da clima capriccioso, biciclette, spritz, cene rapidissime, e critici buongustai in panama bianco. L'edizione numero 82 della Mostra è stata di altissimo livello, come testimoniato dai giudizi medi dei critici, solitamente avari di lodi, ma che qui hanno bocciato appena cinque dei film in Concorso, e solo uno severamente. Le vette sono state almeno quattro, e i picchi negativi, come detto, si contano sulle dita di una mano, e forse nemmeno quella. Anche quest'anno Alberto Barbera ha confezionato un'ottima selezione, e c'è chi spera che il suo mandato, in scadenza il prossimo anno, possa venire rinnovato ancora (anche per alternative che non invitano all'entusiasmo).

È stata una Mostra di attualità, tra film che parlano del rapporto uomo-natura (Bugonia, Silent Friend), film sul capitalismo e come sta distruggendo il mondo del lavoro (sempre BugoniaÀ Pied d'œuvre - At Work, No Other Choice), film di attualità politica (Il Mago del Cremlino, A House of Dynamite), film su guerre e genocidio (The Voice of Hind Rajab). Ci sono stati anche film che, attraverso vicende personali, han provato a raccontare il passato (Orphan, Duse, The Testament of Ann Lee) e film che raccontano i demoni interiori dell'essere umano (Elisa, Frankenstein, e The Smashing Machine).

Qui trovate un elenco, con voti, dei film visti. Di seguito, invece, trovate i pronostici, come sempre sbagliati, per il Leone d'Oro e gli altri premi, corredati dalle mie preferenze personali.


Premio Mastroianni per il miglior attore emergente
Come lo scorso anno, i candidati per questo premio non sono tantissimi. Puntiamo su Bojtorján Barábas, dato favorito da molti per la sua intensa interpretazione in Orphan. Non avendo, purtroppo, visto il film, la mia scelta personale ricade sui protagonisti del terzo episodio di Father Mother Sister Brother, Indya Moore e Luka Sabbat.
PronosticoBojtorján Barábas, Orphan
Scelta personaleIndya Moore e Luka Sabbat, Father Mother Sister Brother

Coppa Volpi maschile
Sfida molto accesa, con tantissimi pretendenti: dall'ottimo Dwayne Johnson di The Smashing Machine, Paul Dano per Il Mago del Cremlino, Jesse Plemons per Bugonia, Lee Byung-hun per No Other Choice, e, perché no, anche Toni Servillo per La Grazia. Il pronostico, però, ricade su George Clooney, senza la cui prova dolente e malinconica Jay Kelly non avrebbe ragione di esistere. Su di lui ricade il mio pronostico, mentre la mia scelta personale va a Lee Byung-hun, poliedrico padre di famiglia.
PronosticoGeorge Clooney, Jay Kelly
Scelta personaleLee Byung-hun, No Other Choice

Coppa Volpi femminile 
Sfida molto meno accesa di quella per la Coppa maschile, con sole tre attrici davvero in lizza - vuoi per mancanza di alternative, vuoi per alternative (come Emma Stone in Bugonia) non così chiaramente protagoniste. Sarà quindi una lotta a tre tra Barbara Ronchi per Elisa, Valeria Bruni Tedeschi, incredibilmente apprezzata nelle paludi antiche della critica italiana in Duse, e Amanda Seyfried ne Il Testamento di Ann Lee. Non avendo visto quest'ultimo, concentro su Barbara Ronchi e la sua espressione ipnotica pronostico, scelta personale, e speranze di non far rigirare nella tomba la Divina Eleonora Duse.
Pronostico: Barbara Ronchi, Elisa
Scelta personale: Barbara Ronchi, Elisa

Leone d'Argento (Miglior Regia) 
Scelta molto difficile visto l'altissimo livello dei film in concorso. Sembra difficile, considerando anche l'ottima accoglienza avuta dalla critica statunitense, mandare a casa Paolo Sorrentino a mani vuote: il suo film fatto di politica "alta" (talmente alta che alcuni l'hanno definito un fantasy, perché politici del genere non esistono) potrebbe fare breccia anche nei cuori dei giurati d'oltreoceano, e aggiudicarsi uno dei premi più ambiti. La mia scelta personale ricade invece su Park Chan-wook, che dipinge cinema nella sua commedia nera a sfondo lavorativo. Anche Lanthimos meriterebbe con Bugonia, ma ha già vinto il Leone e può accontentarsi di partecipare.
Pronostico: Paolo Sorrentino, La Grazia
Scelta personale: Park Chan-wook, No Other Choice

Gran Premio della Giuria 
Il favorito per il secondo premio più importante sembrerebbe essere Silent Friend: un film poetico ma divertente, introspettivo ma anche univerale, che parla di natura ma anche relazioni umane. Se vincesse ne sarei felice: ci sono (pochi) film migliori, ma questo è uno dei tre film che mi ha toccato il cuore in questa Mostra. Tuttavia, penso che un altro film del cuore, Father Mother Sister Brother, possa aver fatto breccia anche in Alexander Payne, presidente di giuria che da sempre racconta personaggi "rotti" che cercano disperatamente di uscire dalla propria solitudine, spesso senza riuscirci. All'elegia di Jarmush va il mio pronostico, mentre la mia scelta personale va al terzo film del cuore, un film che il cuore me lo ha rotto: The Voice of Hind Rajab.
PronosticoFather Mother Sister Brother
Scelta personaleThe Voice of Hind Rajab

Leone d'Oro 
Se il concorso è di alto livello, la sfida per il Leone si fa incerta e combattutissima. Uno qualunque dei film già citati come "papabili" per i due premi precedenti potrebbe vincere il Leone d'Oro, e non ci sarebbe nulla da dire. Penso però che il Leone se lo aggiudicherà la storia a più alto impatto emotivo della Mostra, sia per il tema, sia per una regia senza fronzoli ma perfetta per il tipo di racconto che aveva in mente: The Voice of Hind Rajab. La mia scelta personale ricade invece sul gioiellino di Jim Jarmush: un film solo apparentemente piccolo, ma grande nella sua capacità di parlare di Vita.
Pronostico: The Voice of Hind Rajab
Scelta personale: Father Mother Sister Brother

È tutto anche per quest'anno. Correte in SNAI a scommettere sull'opposto dei miei pronostici, e noi ci risentiamo per l'edizione 2026.

Pier

sabato 7 settembre 2024

Venezia 2024 - Il Totoleone

Anche quest'anno siamo giunti al termine della Mostra del Cinema, tra caldo tropicale, biciclette, cene ingollate tra un film e l'altro, e critici buongustai in panama bianco: una Mostra di buon livello medio, con poche vette ma ancor meno delusioni o film che facevano venir voglia di fuggire dalla sala. Anche quest'anno Alberto Barbera ha confezionato un'ottima selezione, corroborando l'entusiasmo con cui molti (compreso chi scrive) avevano accolto la sua riconferma.

È stata una Mostra in cui, come nel 2023, ci sono stati molti film biografici, da Diva Futura ad Ainda Estou Aqui, passando per la Callas di Larrain in Maria. Accanto a questi, molti film di carattere storico, come Campo di Battaglia e The Order, mentre minore è stata la presenza della politica, portata solo (e molto marginalmente) da Youth: Homecoming e The Room Next Door. La Mostra continua a guardare alla realtà, sia passata che presente, ma quest'anno è rispuntata la fantasia, che si è persino permessa di inventare intere biografie (The Brutalist). 

Qui trovate un elenco, con voti, dei film visti. Di seguito, invece, trovate i pronostici, quasi sicuramente sbagliati, per il Leone d'Oro e gli altri premi, corredati come sempre dalle mie preferenze personali.


Premio Mastroianni per il miglior attore emergente
Non ci sono tantissimi candidati papabili al premio Mastroianni quest'anno - vuoi per scarsità di ruoli rilevanti, vuoi per la natura corale della maggior parte dei film con giovani protagonisti. Il pronostico ricade su Martina Scrinzi, giovane protagonista di Vermiglio, mentre la mia scelta personale va a Benjamin Voisin, splendido coprotagonista di The Quiet Son, anche se forse è già troppo lanciato per poter ottenere questo premio.
PronosticoMartina Scrinzi, Vermiglio
Scelta personaleBenjamin Voisin, The Quiet Son

Coppa Volpi maschile
Sfida molto accesa, con tantissimi pretendenti: dal Vincent Lindon di The Quiet Son al Joaquin Phoenix canterino di Joker: Folie à Deux (dopo che con Joker non vinse a causa del regolamento della Mostra che impedisce che il Leone d'Oro prenda altri premi - regola cui pare quest'anno sia possibile ovviare in caso di unanimità in giuria); dall'Adrien Brody di The Brutalist al Nahuel Pérez Biscayart di El Jockey, passando per Daniel Craig in Queer. A Biscayart, dolente e silenzioso, va il mio pronostico, mentre su Brody, potente e fragile, va la mia scelta personale.
PronosticoNahuel Pérez Biscayart, El Jockey
Scelta personale: Adrien Brody, The Brutalist

Coppa Volpi femminile 
Sfida meno accesa di quella per la Coppa maschile, ma comunque ricca di pretendenti qualificate: Angelina Jolie offre la classica prova "da Oscar" in Maria, ma Isabelle Huppert potrebbe preferire prove meno appariscenti e più "contenute" come quelle di Tilda Swinton e Julianne Moore in The Room Next Door o di Fernanda Torres in Ainda Estou Aqui. Sulla Torres, bravissima, ricade il mio pronostico. La mia scelta personale va invece, ex aequo, alle due protagoniste del film di Almodovar, che sarebbe dimenticabile (a dispetto di ciò che dice la critica imparruccata, che non a caso sembra apprezzare un Almodovar più conservatore) se non fosse per la loro straordinaria prova.
Pronostico: Fernanda Torres, Ainda Estou Aqui
Scelta personale: Julianne Moore e Tilda Swinton, The Room Next Door

Leone d'Argento (Miglior Regia) 
Se ci fosse giustizia, The Brutalist avrebbe già il Leone d'Oro. Ma dato che il mondo è buio e freddo, e i capolavori vengono riconosciuti pienamente solo con il tempo, temo che Corbet dovrà "accontentarsi" di questo premio - un risultato comunque notevolissimo per un regista al terzo film. Su di lui ricade il mio pronostico, mentre la mia scelta personale ricade su Todd Phillips, che firma un sequel coraggioso e divisivo, creando una commissione di generi di difficile digestione ma di grande ricchezza e complessità. Piccola menzione anche per Giulia Steigerwalt, che realizza un'opera seconda di rara maturità per composizione, chiarezza tematica, e direzione degli attori: ma il film ha toni da commedia, peccato mortale presso i festival cinematografici e i già citati critici imparruccati.
Pronostico: Brady Corbet, The Brutalist
Scelta personale: Todd Phillips, Joker: Folie à Deux

Gran Premio della Giuria 
Il favorito per il secondo premio più importante sembrerebbe un beniamino dei giudici come Luca Guadagnino. E il suo Queer è indubbiamente un bel film a tutti i livelli: visivo (soprattutto), recitativo, e di scrittura (ancorché troppo lungo). Il problema è che è molto poco originale, e soprattutto è un adattamento pessimo del romanzo breve di Burroughs, e ne tradisce in pieno toni, intenzioni, e stile. Se ci fosse un minimo di attenzione per questi aspetti, il premio dovrebbe andare ad altri: ma temo non sarà così. All'opera più bizzarra, originale, meravigliosamente schizofrenica della Mostra - El Jockey di Luis Ortega - va invece la mia preferenza personale.
Pronostico: Queer
Scelta personaleEl Jockey

Leone d'Oro 
Sfida davvero accesa e incerta, con tutti i film già citati per gli altri premi che potrebbero legittimamente ambire anche al trofeo più prestigioso. Come detto, il mio preferito, nonché unico vero capolavoro della Mostra, è The Brutalist, ma temo non vincerà a favore di The Room Next Door. Un film che piace a chi scambia la verbosità per profondità, che può comunque esibire dei meriti oggettivi (tematica rilevante, attrici ottime, uso del colore splendido). Su Almodovar, dunque, ricade il mio pronostico.
Pronostico: The Room Next Door
Scelta personale: The Brutalist

È tutto anche per quest'anno. Correte in SNAI a scommettere sull'opposto dei miei pronostici, e noi ci risentiamo per l'edizione 2025.

Pier

sabato 9 settembre 2023

Venezia 2023 - Il Totoleone

Anche quest'anno siamo giunti al termine della Mostra del Cinema, tra biciclette, caffè di corsa, e maître à penser in panama bianco: una Mostra che, nonostante lo sciopero di Hollywood, è riuscita ad andare in scena senza quasi nessun cambio di programma. finalmente tornata alla normalità, con sale piene, dibattiti in coda, feste, biciclette, e panama bianchi. Il programma è stato molto ricco e variegato, e ancora una volta non si possono che fare i complimenti ad Alberto Barbera: speriamo vivamente non sia giunto al suo penultimo o addirittura ultimo anno.

È stata una Mostra in cui ha trionfato il bianco e nero, scelto da tantissimi film, da El Conde a Maestro, passando per The Theory of Everything, Green Border e Poor Things (quest'ultimo solo in parte). È stata anche una mostra di biografie (Leonard Bernstein e Felicia Montealegre, Priscilla Presley, Enzo Ferrari, Isabelle Wilkinson, Pinochet, Salvatore Todaro) e con molti film di tema politico, che sia passato (El Conde, Bastarden, Lubo), presente (Green Border) o futuro (La Bête).

Qui trovate un elenco, con voti, dei film visti. Di seguito, invece, trovate i pronostici, quasi sicuramente sbagliati, per il Leone d'Oro e gli altri premi, corredati come sempre dalle mie preferenze personali.


Premio Mastroianni per il miglior attore emergente
Sembra esserci solo un giovane attore che si è distinto al punto di meritare il premio dedicato alla memoria del grande Marcello Mastroianni: è Seydou Sarr, giovane e carismatico protagonista di Io Capitano, il film di Matteo Garrone.
PronosticoSeydou Sarr, Io Capitano
Scelta personaleSeydou Sarr, Io Capitano

Coppa Volpi maschile
Sfida combattuta, con nomi forti: dall'Adam Driver di Ferrari (con buona pace di Favino) al Mads Mikkelsen di Bastarden, passando per Bradley Cooper in Maestro e Caleb Landry Jones di Dogman. Sul suo dolente antieroe canino ricade il mio pronostico, mentre la mia scelta personale va a Mads Mikkelsen, splendido contadino testardo.
PronosticoCaleb Landry Jones, Dogman
Scelta personaleMads Mikkelsen, Bastarden

Coppa Volpi femminile 
La coppa, in questo caso, dovrebbe andare a Emma Stone, la cui performance in Poor Things è una di quelle che gli anglosassoni chiamano for the ages, destinata a rimanere nella storia. Ma Emma Stone ha già vinto la Coppa per La La Land, e il film di Lanthimos è papabile per la vittoria del Leone d'Oro, che solitamente preclude altri premi. Il pronostico ricade quindi sulla bravissima Carey Mulligan, che domina la scena e offre una performance intensa e viva in Maestro. 
Pronostico: Carey Mulligan, Maestro
Scelta personale: Emma Stone, Poor Things

Leone d'Argento (Miglior Regia) 
Con Green Border, Agnieszka Holland ha realizzato un film autoriale ma dai fortissimi contenuti sociali: su di lei ricade il mio pronostico. La mia scelta personale va invece a Nikolaj Arcel e alle splendide immagini crepuscolari, girate interamente in luce naturale, del suo Bastarden.
Pronostico: Agnieszka Holland, Green Border
Scelta personale: Nikolaj Arcel, Bastarden

Gran Premio della Giuria 
Il favorito per il secondo premio più importante sembrerebbe Ryūsuke Hamaguchi e la sua favola (nera? Il finale desta ancora interrogativi a giorni dalla visione) ecologista Evil Does Not Exist, lirico e potente al tempo stesso. Su di lui ricade anche la mia scelta personale, anche se fino all'ultimo ho esitato con The Theory of Everything, una bellissima sorpresa ingiustamente snobbata da molti critici.
PronosticoEvil Does Not Exist
Scelta personaleEvil Does Not Exist

Leone d'Oro 
Sfida davvero accesa e incerta: se ci fosse giustizia dovrebbe trionfare Poor Things, l'unico film che ha unanimemente entusiasmato pubblico e critica, in cui tutto, dalla recitazione alla fotografia, passando per la scrittura, è semplicemente perfetto. Tuttavia, sembra poco nelle corde di Damien Chazelle e soci (anche se, forse, Jane Campion...) e, soprattutto, potrebbe soffrire la classica sindrome del film "che non ha bisogno di vincere." Ecco allora che il favorito, silenziosamente, potrebbe diventare quell'Odissea moderna, quel viaggio sospeso tra l'atroce realtà e il sogno che è Io Capitano di Matteo Garrone, riportando così il Leone d'Oro in Italia 10 anni dopo Sacro GRA
Pronostico: Io Capitano
Scelta personale: Poor Things

È tutto anche per quest'anno. Correte in SNAI a scommettere sull'opposto dei miei pronostici, e noi risentiamo per l'edizione 2024.

Pier

lunedì 20 febbraio 2023

Tutta la Bellezza e il Dolore

L'arte che salva


Il documentario racconta la battaglia di Nan Goldin, celebre fotografia statunitense, con la famiglia Sackler e la loro Purdue Pharma. Purdue era la produttrice dell’OxyContin, farmaco che crea una forte dipendenza e che si calcola abbia causato più di 400mila morti negli USA.

Può l’arte salvare il mondo dalla crisi degli oppiacei? La risposta, apparentemente, è sì. In Tutta la bellezza e il dolore, Laura Poitras intervalla la storia della battaglia contro i Sackler con la biografia di Nan Goldin. Inizialmente questa scelta risulta spaesante, e si fatica a comprendere il collegamento tra la gioventù ribelle e gli inizi artistici della Goldin, dedicati alla liberazione femminile e sessuale più in generale, e la tragedia causata dall’OxyContin.

Con il proseguire dei minuti, tuttavia, il collegamento diventa sempre più evidente, al punto che la passione che Goldin mette nella battaglia sarebbe incomprensibile senza conoscere il suo vissuto, la sua personale dipendenza da sostanze, la sua sensazione di impotenza di fronte alla moria dei suoi amici nella prima epidemia di AIDS. La determinazione mostrata da Goldin è una conseguenza diretta della frustrazione del passato, un desiderio di fare qualcosa quando in precedenza non ha potuto far altro che restare a guardare.

Il documentario diviene sempre più un pugno allo stomaco man mano che procede nel raccontare la decennale battaglia, raggiungendo il suo apice nella scena in cui i parenti delle vittime possono finalmente confrontarsi con il nemico: un nemico silente, costretto ad ascoltarli, ferito ma non davvero sconfitto. È una scena carica di sofferenza e di frustrazione, di rabbia repressa e di un desiderio di giustizia non pienamente soddisfatto. A farle da contraltare, una delle scene visivamente più potenti del film, una pioggia di flaconi lanciati dalle scale del Guggenheim, un atto sovversivo che si fa pianto di rabbia e consolazione - un atto che sa di vittoria, per quanto effimera, capace di trasformare l'orrore in arte, il dolore in bellezza.

Laura Poitras realizza un film efficace, evocativo, e incisivo. Si poteva, forse, sforbiciare qualcosa, soprattutto nella prima parte, ma nel complesso resta un film molto riuscito nella sua capacità di raccontare una tragedia nazionale e la battaglia donchisciottesca di un gruppo di idealisti che, alla fine, contro ogni pronostico, sono riusciti a inibire il mostro. Un Leone d'oro inusuale, ma pienamente meritato.

****

Pier

Nota: questa recensione è stata inizialmente pubblicata su Nonsolocinema.

sabato 10 settembre 2022

Venezia 2022 - Il Totoleone

Anche quest'anno siamo giunti al termine della Mostra del Cinema: una Mostra finalmente tornata alla normalità, con sale piene, dibattiti in coda, feste, biciclette, e panama bianchi. Il programma è stato molto ricco e variegato, e ancora una volta non si possono che fare i complimenti ad Alberto Barbera.

È stata una Mostra pervasa di memorie e ricordi, tra il Bardo di Iñárritu e L'immensità di Crialese, passando anche per The Eternal Daugher e Un Couple; ma, soprattutto, è stata una Mostra sull'incomunicabilità che genera mostri (White Noise, The Banshees of Inisherin) e sull'emarginazione (Bones and All, Monica, Athena, The Whale). Come lo scorso anno, molti film hanno guardato al passato per parlare (con successi alterni) del presente: Argentina, 1985, Chiara, Il signore delle formiche, All the Beauty and the Bloodshed sono gli esempi più evidenti.

Qui trovate un riassuntone dei film visti. Di seguito, invece, trovate i pronostici, quasi sicuramente sbagliati, per il Leone d'Oro e gli altri premi, corredati come sempre dalle mie preferenze personali.


Premio Mastroianni per il miglior attore emergente
Moltissimi protagonisti "giovani" nei film in Mostra. A spiccare sono due ragazze: Taylor Russell, protagonista del film di Luca Guadagnino, Bones and All, e Sadie Sink, già celebre per Stranger Things, e co-protagonista di The Whale. Sulla prima ricade il mio pronostico, anche per il ruolo più ampio rispetto a quello di Sink, ma su Sink ricade la mia scelta personale. 
PronosticoTaylor Russell, Bones and All
Scelta personaleSadie Sink, The Whale

Coppa Volpi maschile
Qui sembra esserci un chiarissimo favorito, ovvero Brendan Fraser, semplicemente straordinario in The Whale. La sua storia personale, inoltre, è la classica comeback story che tende a essere premiata dai giurati. Sembra tutto apparecchiato per una Coppa Volpi, dunque. L'unico motivo per cui potrebbe perderla sarebbe se The Whale si aggiudicasse il Leone d'Oro (il regolamento impedisce che chi vince il Leone vinca altri premi), replicando quindi quanto successo a un altro interprete di un film di Aronofsky, Mickey Rourke per The Wrestler. Ma non penso accadrà. Su Fraser ricade anche la mia scelta personale. 
PronosticoBrendan Fraser, The Whale 
Scelta personaleBrendan Fraser, The Whale

Coppa Volpi femminile 
Anche qui sembra esserci una chiarissima favorita, Cate Blanchett per TAR, destinata quindi a bissare la sua vittoria per Io Non Sono Qui. Il film non è eccezionale, ma la sua interpretazione è un raggio di luce che ne pervade l'intera durata. La mia scelta personale ricade però sulla splendida Penelope Cruz (anch'essa vincitrice proprio lo scorso anno) per L'immensità, dove interpreta una madre solare, creativa e fragile, capace di trasformarsi in Mina e in Raffaella Carrà.
Pronostico: Cate Blanchett, TAR
Scelta personale: Penelope Cruz, L'immensità

Leone d'Argento (Miglior Regia) 
Questo è un premio che tende ad andare a film in cui l'impronta del regista è più evidente. Andrew Dominik per Blonde e Jafar Panahi per No Bears sembrano logiche scelte, ma anche Alice Diop per Saint Omer e Jahil Valilvand per Beyond the Wall hanno le carte in regolaIl mio pronostico ricade su Jafar Panahi, mentre su Valilvand ricade la mia scelta personale.
Pronostico: Jafar Panahi, No Bears
Scelta personale: Jahil Valilvand, Beyond the Wall

Gran Premio della Giuria 
Il favorito per il secondo premio più importante sembra proprio Saint Omer, un film autoriale ma al tempo stesso ipnotico, primordiale nel suo affrontare il femminile e il lato oscuro della maternità con piglio documentaristico. Anche All the Beauty and the Bloodshed potrebbe giocarsela, ma alla fine penso la spunterà Saint Omer, che si aggiudica anche la mia preferenza personale.
PronosticoSaint Omer
Scelta personaleSaint Omer

Leone d'Oro 
Sfida davvero accesa e incerta, ma c'è un film chiaramente superiore agli altri in questa Mostra, ed è The Banshees of Inisherin. Un film scritto, diretto, interpretato, fotografato, musicato alla perfezione, che dovrebbe, se ci fosse giustizia, aggiudicarsi ogni premio. Tuttavia, la giustizia non è di questo mondo: ad aggiudicarsi il premio sarà l'ottimo (seppur inferiore) road movie cannibalesco di Guadagnino, Bones and All
Pronostico: Bones and All
Scelta personale: The Banshees of Inisherin

È tutto anche per quest'anno. Correte in SNAI a scommettere sull'opposto dei miei pronostici, e noi risentiamo per l'edizione 2023.

Pier

venerdì 9 settembre 2022

Telegrammi da Venezia 2022 - Il riassunto pre-pronostico

Siamo arrivati alla fine della 79 Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia. Domani arriverà il Totoleone, seguito dalla premiazione vera e propria. 

Chi ha seguito fedelmente i telegrammi sarà preparatissimo: per tutti gli altri, siete ancora in tempo a rimediare: eccovi i link a tutti i telegrammi e un agile riassuntone dei film migliori e peggiori secondo il mio fallibilissimo giudizio.

Tutti i Telegrammi
  1. The Banshees of Inisherin, voto 10 (Telegramma #5)
  2. The Whale, voto 9 (Telegramma #3)
  3. Saint Omer, voto 8.5 (Telegramma #6)
  4. Bones and All, voto 8.5 (Telegramma #2)
  5. Beyond the Wall, voto 8 (Telegramma #7)
I Film Peggiori del Concorso
  1. Chiara, voto 2 (Telegramma #7)
  2. Il Signore delle Formiche, voto 2 (Telegramma #6)
  3. Monica, voto 3.5 (Telegramma #3)
  4. Un couple, voto 4 (Telegramma #2)
  5. Les enfants des autres, voto 5 (Telegramma #4)
A domani per i pronostici!

Pier

sabato 11 settembre 2021

Venezia 2021 - Il Totoleone

Anche quest'anno siamo giunti al termine della Mostra del Cinema: una Mostra ancora anomala, che però si è riavvicinata alla normalità dopo l'edizione 2020 segnata dall'epidemia di Covid-19, sia in termini di film che di presenza di pubblico e accreditati. L'organizzazione è stata ancora certosina in termini di sicurezza, mentre qualche problema (probabilmente inevitabile, viste le presenze tornate quasi a livelli pre-Covid ma le sale ancora dimezzate) si è avuto con il sistema di prenotazione. Il programma è stato ricchissimo, e ancora una volta non si possono che fare i complimenti ad Alberto Barbera.

È stata una Mostra ancora "al femminile" come quella dello scorso anno, con molti film dedicati alla maternità (Madres Parallelas, The Lost Daughter, L'événement). Molti film hanno affrontato il tema della memoria e del ricordo (È stata la mano di Dio; Captain Volkonogov Escaped; Il collezionista di carte) e molti altri hanno guardato al passato per parlare dell'attualità (Reflections; Illusioni perdute; Il buco). Da segnalare la presenza record di film di genere fantastico in concorso, con Freaks Out e Mona Lisa and the Blood Moon: due film che, pur con esiti diversi, hanno in comune il fatto di non aver usato il genere come pretesto per parlare di altro (o addirittura per parodizzarlo), ma ne hanno abbracciato in pieno stilemi e canoni espressivi, rielaborandoli.

Di seguito i pronostici, quasi sicuramente sbagliati, per il Leone d'Oro e gli altri premi, corredati come sempre dalle mie preferenze personali.


Premio Mastroianni per il miglior attore emergente
Molti protagonisti "giovani" nei film in Mostra, ma a spiccare sono due italiani: Filippo Scotti per È stata la mano di Dio e Aurora Giovinazzo per Freaks out. Sul primo ricade il mio pronostico, ma la mia preferenza personale va alla seconda, semplicemente perfetta nella parte di Matilde.
Pronostico: Filippo Scotti, È stata la mano di Dio
Scelta personale: Aurora Giovinazzo, Freaks Out

Coppa Volpi maschile
Un'edizione molto competitiva, con tante prove degne di nota, tra cui segnalo quelle di Oscar Isaac (Il collezionista di carte), Toni Servillo (Qui rido io). La mia scelta personale va su Vincent Lindon, splendido manager tormentato in Another world, ma il mio pronostico ricade sulla coppia Banderas-Martinez, splendidi attori litigiosi e capricciosi in Competencia Oficial. 
PronosticoAntonio Banderas e Oscar Martìnez, Competencia Oficial
Scelta personale: Vincent Lindon, Another World

Coppa Volpi femminile 
Sfida poco agguerrita in un premio che storicamente tende a non essere conferito ad attrici già affermate, ma a consacrare attrici "in crescita". Da escludere, quindi, Olivia Colman (già vincitrice del premio con La favorita) e Penelope Cruz. Restano Kristen Stewart per Spencer e Anamaria Vartolomei per L'événement. Puntiamo su quest'ultima, mentre sulla Colman, dolente e capricciosa donna di mezza età, ricade la mia scelta personale.
Pronostico: Anamaria Vartolomei, L'événement
Scelta personale: Olivia Colman, The Lost Daughter

Gran Premio della Giuria 
Il favorito per il secondo premio più importante sembra Power of the Dog di Jane Campion, sia per la bellezza delle immagini, sia per la tematica, una provocatoria indagine della mascolinità e delle sue fragilità usando un genere che incarna i tipici stereotipi del "maschile" - il western. La mia scelta ricade invece sulla splendida, esilarante, dolente madeleine di Sorrentino. 
PronosticoPower of the Dog
Scelta personaleÈ Stata la Mano di Dio

Leone d'Argento (Miglior Regia) 
Il film più "autoriale" della mostra è probabilmente quello di Paul Schrader: Il collezionista di carte riflette in pieno la poetica dello sceneggiatore-regista, la sua indagine sui lati oscuri e nascosti della società statunitense. Il mio pronostico ricade su di lui, mentre la mia scelta personale va alla visionarietà di Gabriele Mainetti, che con Freaks out realizza un film ambizioso e che fa sognare.
Pronostico: Paul Schrader, Il Collezionista di Carte
Scelta personale: Gabriele Mainetti, Freaks Out

Leone d'Oro 
Sfida davvero accesa e incerta: come l'anno scorso, manca un chiaro favorito, e ci sono almeno sei film che potrebbero aggiudicarsi il premio. Il film che sembra aver messo d'accordo tutti è È stata la mano di Dio, su cui quindi ricade il mio pronostico. A Captain Volkonogov escaped, splendida e dolente fuga dai peccati del passato, va invece la mia preferenza personale.
Pronostico: È stata la mano di Dio
Scelta personale: Captain Volkonogov Escaped

È tutto anche per quest'anno, ci risentiamo per l'edizione 2022, speriamo in condizioni sanitarie finalmente normali.

Pier

sabato 12 settembre 2020

Venezia 2020 - Il Totoleone

Anche quest'anno siamo giunti al termine della Mostra del Cinema: una Mostra giocoforza anomala, nell'anno del Coronavirus, ma portata a compimento in sicurezza grazie a un'organizzazione certosina e perfetta, con norme di sicurezza rispettate grazie a controlli puntuali e un pubblico attento. Non si possono che fare i complimenti ad Alberto Barbera, che ha fortemente voluto questa Mostra in presenza, e alla Biennale tutta, dai dirigenti alle maschere di sala, per l'organizzazione.

È stata una Mostra diversa, meno hollywoodiana e più internazionale, con pochi picchi, sia in positivo che in negativo, con tre fils rouges che hanno attraversato tutto il Concorso: il primo è quello del guardare alla Storia, vera o presunta, e del suo impatto sul presente (Quo vadis, Aida?, Wife of a Spy, Dear Comrades, Nuevo Orden, Miss Marx); il secondo quello del vuoto e delle sperequazioni create dal sistema economico dominante (Nomadland, Never Gonna Snow Again, Notturno); e il terzo quello dell'emancipazione e dell'emergere delle voci femminili (The World to Come, Pieces of a Woman, Le Sorelle Macaluso). Una Mostra, dunque, che ha toccato molti temi che stanno segnando la nostra contemporaneità.

Di seguito i pronostici, quasi sicuramente sbagliati, per il Leone d'Oro e gli altri premi, corredati come sempre dalle mie preferenze personali.


Premio Mastroianni per il miglior attore emergente
Molti protagonisti "giovani" nei film in Mostra, da Padrenostro a Le Sorelle Macaluso. Tuttavia, nessuno di loro raggiunge la freschezza e l'energia del cast di Khorshid, tutto composto da attori non professionisti, ma dotati di un'espressività e di una vitalità che sono il cuore pulsante del film. Su di loro ricadono sia il mio pronostico e la mia scelta personale.
Pronostico: Il cast di Khorshid
Scelta personaleIl cast di Khorshid

Coppa Volpi maschile
Dopo un'edizione 2019 segnata dalla splendida prestazione di Joaquin Phoenix in Joker, un'edizione 2020 segnata da una sorprendente assenza di ruoli memorabili per gli attori di sesso maschile (ne contiamo appena quattro). Tra tutti, sembra spiccare Alec Utgoff, protagonista di Never Gonna Snow Again, che si aggiudica sia il mio pronostico che la mia scelta personale.
PronosticoAlec Utgoff, Never Gonna Snow Again
Scelta personaleAlec Utgoff, Never Gonna Snow Again

Coppa Volpi femminile 
Sfida molto agguerrita, con moltissime prestazioni memorabili. Tra queste ne spiccano tre: Jasna Đuričić per Quo Vadis, Aida?, Vanessa Kirby per Pieces of a Woman, e Frances McDormand per Nomadland. Tutte e tre meriterebbero, ma la Kirby sembra favorita. La mia scelta personale cade invece su Frances McDormand, semplicemente perfetta.
Pronostico: Vanessa Kirby, Pieces of a Woman
Scelta personale: Frances McDormand, Nomadland

Gran Premio della Giuria 
Qui il favorito sembra Notturno di Gianfranco Rosi, sia per la bellezza delle immagini e l'originalità del racconto, sia per il tema affrontato, capace di parlare ai cuori di giurati di tutto il mondo. La mia scelta ricade invece su Never Gonna Snow Again, bella favola surreale.
PronosticoNotturno
Scelta personaleNever Gonna Snow Again

Leone d'Argento (Miglior Regia) 
Da questo premio potrebbe arrivare la grande sorpresa della Mostra, ovvero un riconoscimento all'oscuro ma meritevole film azero In Between Dying, racconto esistenzialista di un killer in fuga da se stesso e inseguito dalla Morte. La mia scelta ricade invece su Pieces of a Woman per il meraviglioso primo atto.
Pronostico: Hilal Baydarov, In  Between Dying
Scelta personale: Kornél Mundruzcò, Pieces of a Woman

Leone d'Oro 
Sfida davvero accesa e incerta: come l'anno scorso, manca un chiaro favorito, e letteralmente qualunque film del concorso potrebbe aggiudicarsi l'ambito premio. La mia scelta personale ricade su Nomadland, il mio pronostico su quello splendido pugno allo stomaco che è Nuevo Orden, capace di accontentare sia i cinefili che gli amanti del cinema commerciale.
Pronostico: Nuevo Orden
Scelta personale: Nomadland

È tutto anche per quest'anno, ci risentiamo per l'edizione 2021, speriamo in condizioni sanitarie più tranquille.

Pier

sabato 9 settembre 2017

Venezia 2017 - Il Totoleone

Anche quest'anno siamo arrivati alla fine della Mostra del Cinema.

È stata una Mostra decisamente interessante, con pochissimi picchi negativi nel Concorso, ma anche pochi amori a prima vista, che invece abbondavano lo scorso anno.

Di seguito i pronostici per il Leone d'Oro, corredati come sempre dalle mie preferenze personali.


Premio Mastroianni per il miglior attore emergente
Qui la competizione sembra davvero ridotta, con Charlie Plummer chiaramente favorito per la sua parte in Lean on Pete. Il ragazzo ha un innegabile talento e offre una splendida interpretazione; tuttavia, la mia preferenza ricade su un piccolo, grande attore: Noah Jupe, splendido protagonista di Suburbicon, la commedia nera di George Clooney.
Pronostico: Charlie Plummer, Lean on Pete
Scelta personale: Noah Jupe, Suburbicon

Coppa Volpi maschile
Sfida poco accesa che in campo femminile, causa la presenza di molti film corali, in cui è difficile identificare un protagonista univoco. Tra tutte, si staglia nettamente la commovente interpretazione di Donald Sutherland in The Leisure Seeker, cui va anche la mia preferenza personale.
Pronostico: Donald Sutherland, The Leisure Seeker
Scelta personale: Donald Sutherland, The Leisure Seeker

Coppa Volpi femminile
Come lo scorso anno, la sfida è agguerritissima, con Jennifer Lawrence (mother!), Helen Mirren (The Leisure Seeker), Charlotte Rampling (Hannah), Sally Hawkins (The Shape of Water) e Frances McDormand (Three Billboards) che possono legittimamente aspirare alla vittoria. La favorita sembra Sally Hawkins, ma personalmente sarei molto felice se la giuria decidesse di dare una coppa Volpi "di coppia", premiando sia Donald Sutherland che Helen Mirren, cuore pulsante del film più commovente visto alla Mostra.
Pronostico: Sally Hawkins, The Shape of Water
Scelta personale: Helen Mirren, The Leisure Seeker

Osella per la miglior sceneggiatura
Qui il netto favorito sembra essere Three Billboards, scritto alla perfezione da Martin McDonagh. A mio parere, tuttavia, il meriterebbe altri onori, e la mia scelta personale ricade quindi su Suburbicon, con la splendida sceneggiatura piena di humor nero dei fratelli Coen.
Pronostico: Three Billboards
Scelta personale: Suburbicon

Gran Premio della Giuria
Situazione quantomai fluida per i tre premi principali, per i quali è sempre difficile definire chi vincerà cosa. Il favorito per questo premio potrebbe essere il giapponese Kore-eda con The Third Murder, convincente legal drama che sfugge alla classificazione di genere grazie a una storia e a una fotografia quasi universali. La mia scelta personale cade invece su The Shape of Water di Guillermo del Toro, una favola moderna in grado di commuovere e far riflettere.
Pronostico: The Third Murder
Scelta personale: The Shape of Water

Leone d'Argento (Miglior Regia)
Qui il favorito rischia di essere Foxtrot, forse il film con la migliore idea di regia vista alla Mostra. Maoz riesce anche a tradurla in un film convincente, a mio parere uno dei due migliori visto in concorso, cui va quindi anche il mio voto personale.
Pronostico: Samuel Maoz, Foxtrot
Scelta personale: Samuel Maoz, Foxtrot

Leone d'Oro
Sfida davvero accesa, ma il favorito sembra a sorpresa essere mother! di Darren Aronofsky: stroncato da gran parte  della critica, il film presenta però una forza visiva e una potenza nel messaggio che potrebbero conquistare i giurati, a dispetto delle sue evidenti e clamorose imperfezioni. La mia scelta personale ricade invece su Three Billboards, film solo apparentemente più classico, che coniuga alla perfezione ogni suo elemento, dalla recitazione al montaggio, al servizio del messaggio che il regista vuole comunicare, riuscendo a divertire, emozionare e far riflettere.
Pronostico: mother!
Scelta personale: Three Billboards

È tutto per quest'anno, ci risentiamo per l'edizione 2018.

Pier

lunedì 12 settembre 2016

Telegrammi da Venezia 2016 - #4

Ultimo telegramma, scritto già lontano dai lidi veneziani, ma reso attuale dalla vittoria del Leone d'Oro per uno dei film qui sotto descritti.


The Woman Who Left (Concorso), voto 7.5. Il film di Lav Diaz è uno sguardo sul reale, costruito attraverso un'alternanza di inquadrature fisse fotografate in un bianco nero meravigliosamente sporco, che raccontano la storia di una donna che cerca vendetta e redenzione. Il film è lento, ma emoziona, soprattutto nello splendido finale. Un Leone d'Oro tutto sommato meritato.

I Magnifici 7 (Fuori Concorso), voto 6. Senza infamia e senza lode, il nuovo film omaggia l'originale senza sconvolgerlo. Non emoziona, ma intrattiene, e di questi tempi è già abbastanza.

Los Nadie (Settimana della Critica), voto 7. Il vincitore della Settimana della Critica racconta con occhio da Jim Jarmush le giornate di un gruppo di ragazzini punk cileni, forografati nella loro quotidianità, tra sogni, fantasticherie e un istintivo rifiuto del sistema. Ottima caratterizzazione dei personaggi, con interessante risvolto sociale.

Boys in the Trees (Orizzonti), voto 9. La sorpresa più bella del festival, che racconta alla perfezione l'adolescenza con un tocco fantasy e dark davvero splendido. Il film è un'opera prima, che rende ancora più eclatante l'abilità con cui è costruito. Per i primi 45 minuti il film è pressocché impeccabile, in bilico tra Spielberg e Carpenter, per poi, dopo un breve calo nella parte centrale, sciogliersi in un finale emozionante e commovente, in cui realtà e sogno divengono tutt'uno. Da non perdere. Qui trovate il trailer.


E' tutto per quest'anno, alla prossima Mostra!

Pier

sabato 10 settembre 2016

Venezia 2016 - Il Totoleone

Quest'anno invertiamo un po' l'ordine degli addendi, dato che oggi vedremo altri film. Quindi, andiamo con il Totoleone, e nel pomeriggio arriverà l'ultimo telegramma.

Un'edizione in cui i film migliori, per una volta, sono venuti dagli USA, con tutti i quattro i film in concorso che hanno convinto critici e pubblico.


Premio Mastroianni per il miglior attore emergente
Il predicatore messianico di Michael Silva sembra aver incantato tutti, ma la nostra scelta personale ricade su Emily Jones, che oscura la sua versione adulta Dakota Fanning nel controverso ma potente Brimstone. Possibile sorpresa il Mirko Frezza de Il più grande sogno.
Pronostico: Michael Silva, El Cristo Ciego
Scelta personale: Emily Jones, Brimstone

Coppa Volpi maschile
Sfida meno accesa che in campo femminile, con poche prestazioni che restano fissate nella memoria. Potrebbe vincere Gosling come premio di consolazione in caso La La Land non ottenesse premi, ma il favorito sembra Oscar Martinez, protagonista de El ciudadano Ilustre. La nostra scelta ricade invece sul Jake Gyllenhaal di Nocturnal Animals, splendido nel suo personaggio al confine tra realtà e finzione.
PronosticoOscar Martinez, El Ciudadano Ilustre
Scelta personaleJake Gyllenhaal, Nocturnal Animals

Coppa Volpi femminile
Qui la sfida è agguerritissima, con Amy Adams in corsa per due film, Natalie Portman chiara favorita e Monica Bellucci (On the Milky Road di Emir Kusturica) e Yuliya Vysotskaya (Paradise, di Andrej Koncaloskij) possibili sorprese. La nostra scelta ricade sulla Portman, intensissima e commovente, ma che rischia di pagare il regolamento che impedisce che il vincitore del Leone d'Oro si aggiudichi anche la Coppa Volpi.
PronosticoYuliya Vysotskaya, Paradise
Scelta personaleNatalie Portman, Jackie

Miglior Film "Orizzonti"
Il favorito sembra essere l'acclamato Boys in the Trees, che vedremo questo pomeriggio. Difficile, invece, indicare il nostro favorito: la sezione Orizzonti è forse il successo più grande della gestione Barbera, che l'ha strappata dal limbo artistoide cui l'aveva confinata Muller per restituirla al pubblico, senza però rinunciare all'autorialità. Lo scorso anno Childhood of a Leader, poi premiato, era stato un colpo di fulmine, quest'anno molti film ci sono piaciuti, anche se nessuno ci ha incantato. Alla fine, sempre aspettando Boys in the Trees, la scelta ricade sull'italiano Vannucci, autore de Il più grande sogno.
PronosticoBoys in Trees
Scelta personaleIl Più Grande Sogno

Gran Premio della Giuria
Qui il grande favorito è il filippino Lav Diaz, il cui The woman who left ha conquistato la critica. Dato che le quasi quattro ore di durata ci hanno impedito di vederlo, la nostra scelta personale ricade su Nocturnal Animals di Tom Ford.
PronosticoThe Woman Who Left
Scelta personaleNocturnal Animals

Leone d'Argento (Miglior Regia)
Rapidamente: Chazelle merita qualunque premio sia assegnabile, ma non vincerà il Leone d'Oro, storicamente ostico per le grandi produzioni USA. Diviene quindi il favorito per il Leone d'Argento, che noi invece assegneremmo a Denis Villeneuve per il bellissimo Arrival.
Pronostico: Damien ChazelleLa La Land
Scelta personaleDenis Villeneuve, Arrival

Leone d'Oro
Sfida davvero accesa, in un anno di qualità davvero alta, in cui sono stati pochi i film davvero deludenti (di questa ristretta lista, purtroppo, facevano parte tutti i film italiani, con la parziale eccezione di Spira Mirabilis). Visto il presidente (Sam Mendes) e i membri della giuria, il Jackie di Pablo Larrain sembra avere il favore del pronostico, seguito a poca distanza da The Woman Who Left di Lav Diaz. Tuttavia, il nostro preferito resta La La Land, poetico e toccante come pochissimi film negli ultimi dieci anni.
Pronostico: Jackie
Scelta personale: La La Land

E' tutto, ci risentiamo più tardi per l'ultimo telegramma.

Pier

sabato 12 settembre 2015

Venezia 2015 - Il Totoleone

Come ogni anno, Venezia giunge alla fine. E' stata un'edizione di buon livello, con pochi picchi ma anche con pochi film veramente brutti.

Stasera la giuria guidata da Alfonso Cuaròn assegnerà i premi. Filmora prova ad indovinarli, aggiungendo come sempre la preferenza personale.



Premio Mastroianni
Pronostico: Abraham Attah (Beasts of No Nation)
Scelta Personale: Abraham Attah (Beasts of No Nation)

Coppa Volpi Maschile
Pronostico: Christopher Plummer (Remember)
Scelta Personale: Christopher Plummer (Remember)

Coppa Volpi Femminile
Pronostico: Valeria Golino (Per Amor Vostro)
Scelta Personale: Catherine Frot (Marguerite)

Miglior Film "Orizzonti"
Pronostico: Wednesday, May 9
Scelta Personale: Childhood of a Leader

Premio della Giuria
Pronostico: Beixi moshuo (Behemoth)
Scelta Personale: Anomalisa

Leone d'Argento (Miglior Regia)
Pronostico: Amos Gitai, Rabin, the Last Day
Scelta Personale: Cary Fukunaga, Beasts of No Nation

Leone d'Oro
Pronostico: Anomalisa
Scelta Personale: Beixi moshuo (Behemoth)

Al prossimo anno!

Pier

sabato 6 settembre 2014

Venezia 2014 - Il Totoleone

Eccoci qui come ogni anno per il Totoleone. Come sempre, oltre al pronostico, anche il mio personale favorito.


Osella per il miglior contributo tecnico
Questo premio è un terno al lotto ogni anno, dato che non si sa nemmeno la categoria (fotografia? montaggio? musica?) cui verrà assegnata. Ipotizzando che venga data alla fotografia, il favorito, nonché mio preferito, non può che essere A pigeon sat on a branch reflecting on existence, con immagini che sembrano quadri per la loro perfezione e armonia.
Pronostico: A pigeon sat on a branch reflecting on existence
Scelta personale: pigeon sat on a branch reflecting on existence

Osella per la miglior sceneggiatura
Non si sono viste sceneggiature brillanti come quella di Philomena lo scorso anno, ma Birdman è sembrato il film con l'impianto narrativo più solido, insieme a Red Amnesia. Quest'ultimo è piaciuto molto, e sembra dunque favorito.
Pronostico: Red Amnesia
Scelta personale: Birdman

Premio Mastroianni 
Tanti giovani interessanti, tra il bambino di Sivas e quello di Le dernier coup de marteau. Tuttavia, la tendenza è quella di premiare artisti più maturi, e il favorito sarebbe dunque Adam Driver per Hungry Hearts.
Pronostico: Adam Driver (Hungry Hearts)
Scelta personale: Romain Paul (Le dernier coup de marteau)

Coppa Volpi maschile
Molti candidati, da Germano a Michael Keaton, passando per Viggo Mortensen, Willem Dafoe e Tahar Rakim. Leggermente favorito Viggo, con Michael Keaton che ottiene invece la mia preferenza.
Pronostico: Viggo Mortensen (Loin des hommes)
Scelta personale: Michael Keaton (Birdman)

Coppa Volpi femminile
In un anno in cui ci sono solo tre film con protagoniste femminili, la competizione è piuttosto ristretta. La Gainsbourg sembra fuori dai giochi, la Rohrwacher non può vincere per giustizia divina, quindi la favorita, mia e dei pronostici, è Yuanzheng Feng di Red Amnesia.
Pronostico: Yuanzheng Feng (Red amnesia)
Scelta personale: Yuanzheng Feng (Red amnesia)

Gran Premio della Giuria
Premio difficile da pronosticare quest'anno, vista l'atipicità del presidente di giuria. Il favorito sembra essere The Look of Silence, il terribile e splendido documentario di Oppenheimer, che potrebbe ambire a qualcosa di più se già la scorsa Mostra non avesse premiato un documentario.
Pronostico: The look of silence
Scelta personale: The look of silence

Leone d'argento
Un premio per il cinema italiano sembra inevitabile, vista anche la qualità delle opere proposte quest'anno. Ecco quindi che Anime nere, il più apprezzato dei tre in concorso, sembra favorito. Il mio preferito resta Birdman, con Inarritu che realizza un film in cui ogni elemento si incastra alla perfezione con gli altri.
Pronostico: Anime nere
Scelta personale: Birdman

Leone d'oro
Ed eccoci all'ultimo premio, il più importante. L'esito è molto incerto, ma Konchalovsky sembra aver catturato i cuori di tutti i giurati con la storia del suo postino. Per me il film migliore rimane quello di Roy Andersson, splendido apologo satirico e filosofico sull'inutilità dell'esistenza umana.
Pronostico: The postman's white nights
Scelta personale: A pigeon sat on a branch reflecting on existence

Da Venezia per quest'anno è tutto, appuntamento al 2015!

Pier

sabato 7 settembre 2013

Telegrammi da Venezia 2013 - Il Totoleone


Eccoci arrivati alla fine della 70 Mostra d'Arte Cinematografica, la seconda diretta da Alberto Barbera. Un'edizione, questa, caratterizzata da un livello medio più elevato dello scorso anno, ma con pochi film che spiccano decisamente dalla massa.


La critica e il pubblico presenti alla Mostra hanno incoronato Philomena, di Stephen Frears, come il miglior film visto quest'anno. Sarà Leone d'Oro? Visto il Presidente di Giuria (Bertolucci ha dichiarato di volere far vincere un film che lo ha "stupito"), è poco probabile.
Qui trovate le previsioni di Nonsolocinema, con cui ho collaborato durante la Mostra:  http://nonsolocinema.com/Leone-d-Oro-2013-le-nostre_28609.html
Ecco dunque il Totoleone, corredato come sempre dalle mie preferenze personali:

Leone d'Oro
Favorito: Tom à la ferme, originale thriller psicologico con ottimi spunti di regia. Possibile anche la vittoria di Miss Violence.
Preferenza personale: Child of God, una perfetta trasposizione del romanzo di McCarthy, un'esplorazione delle zone più oscure dell'animo umano.

Leone d'Argento (Regia)
Favorito: Sacro GRA di Gianfranco Rosi, documentario costruito alla perfezione, con uno stile narrativo originale che lo rende simile a una commedia all'italiana.
Preferenza personale: The zero theorem, un film imperfetto, che mostra però l'eccezionale capacità di Gilliam di creare mondi distopici che sono allo stesso tempo alieni e familiari.

Premio della Giuria
Favorito: Miss Violence, ritratto originale e di impatto di un inferno domestico.
Preferenza personale: Tom à la ferme, che più di tutti ha mostrato la voglia di sperimentare e contaminare diversi generi.

Coppa Volpi Maschile
Favorito: Scott Haze, splendido alienato in Child of God, che domina a livello fisico e interpretativo.
Preferenza personale: Scott Haze, con premio simpatia a Nicolas Cage.

Coppa Volpi Femminile
Favorito: Judi Dench, perfetta e commovente in Philomena.
Preferenza personale: Elena Cotta, intensa e vera, ruba la scena a Dante e Rohrwacher in Via Castellana Bandiera.

Premio Mastroianni
Favorito: Tye Sheridan, per Joe, uno dei migliori giovani attori visti quest'anno.
Preferenza personale: Tye Sheridan.

That's all, folks. Alla prossima Mostra!

Pier

sabato 10 settembre 2011

Telegrammi da Venezia 2011 - #4 - Il Totoleone

Gli ultimi film, poi i miei premi personali.

Killer Joe, voto 9. Sceneggiatura magistrale, con momenti indimenticabili per forza visiva ed espressiva, degni di Pulp Fiction, e una scena destinata a diventare un cult. Ottimi anche fotografia e attori.

Life without principles
, voto 7.5 . Johnny To torna con un thriller finanziario molto lontano dalle sue corde, che però affronta con grande spirito critico e con un film a incastro molto ben fatto.

L'ultimo terrestre
, voto 6.5 . Film semplice con sprazzi di genio, che racconta l'arrivo degli alieni nel modo più quotidiano mai visto finora al cinema. Da un fumettista era forse lecito aspettarsi qualcosa di più sul piano visivo, ma il film è comunque piacevole.

Faust,
voto 6. Fotografia eccezionale, introspezione e scavo psicologico notevoli, ma del film alla fine resta ben poco se non un forte senso di oppressione. Piace molto ai critici, facile ottenga qualche premio.


I miei premi



Leone d'oro: Carnage, di Roman Polanski (appena dietro, Clooney e A simple life)

Regia:
Steve McQueen per Shame.

Coppa Volpi maschile:
Ryan Gosling, protagonista di Le idi di Marzo.

Coppa Volpi femminile:
Deanie Ip, protagonista di A simple life.

Sceneggiatura:
Killer Joe.

Fotografia: Cime tempestose oppure Faust

Premio della giuria: Killer Joe


venerdì 23 ottobre 2009

Lebanon

La guerra come non la avete mai vista





Una giornata all'interno di un carroarmato israeliano durante la prima guerra in Libano, nel 1982.
Questa la trama di Lebanon, vincitore di un meritato Leone d'oro all'ultima Mostra del Cinema di Venezia.
E' la storia di quattro giovani senza alcuna esperienza militare, costretti nello spazio opprimente del carro e stremati da caldo e sete.

Il carro diventa il loro mondo, la loro casa, e anche il luogo dove impareranno cosa significa uccidere. La regia del film, serrata e incalzante, trasporta lo spettatore accanto ai soldati, e gli fa provare il senso di claustrofobia e impotenza che li attanaglia.
Lebanon non vuole raccontare l'azione bellica, bensì la sofferenza e la situazione inumana cui vengono sottoposti i quattro protagonisti, le cui reazioni esasperate rappresentano la loro incapacità di comprendere l'orrore che li circonda. L'angustia del carroarmato fa crescere a dismisura il desiderio di essere altrove, fino a renderlo quasi insopportabile.

Il film è stilisticamente perfetto, con montaggio e fotografia che supportano efficacemente la regia quasi in soggettiva. L'uso della macchina a mano accresce ulteriormente la sensazione di oppressione generata dallo spazio ristretto del carro.
I giovani interpreti sono bravi e convincenti, e le situazioni sono descritte in modo realistico, con grande vividezza di particolari.

Lebanon non è emozionante: non c'è commozione, non si cercano motivazioni o giustificazioni morali, e la durezza dello stile di ripresa si riflette anche sulla storia. Il risultato è un duro colpo allo stomaco, che impone allo spettatore una riflessione severa sulla guerra e sulle profonde ferite che questa lascia, anche a distanza di anni, sulle coscienze e sulle anime dei soldati e di interi paesi.

****1/2

Pier