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venerdì 30 agosto 2024

Telegrammi da Venezia 2024 - #1

Come ogni anno, Film Ora è a Venezia, e vi accompagnerà per tutta la Mostra del Cinema con i suoi telegrammi, recensioni brevi dei film visti nelle varie sezioni. Una Mostra con tantissimi titoli interessanti, che promette belle sorprese e anche qualche inevitabile delusione.


Ecco i film visti nel primo giorno e mezzo di Mostra:

Beetlejuice, Beetlejuice (Fuori Concorso), voto 7. Burton torna all'universo (e al genere) che lo ha reso famoso e firma una dark comedy divertente e divertita, meno dissacrante dell'originale ma con una verve visiva finalmente ritrovata - per quanto in parte già vista -  dopo gli innumerevoli passi falsi disneyani. Tematicamente Beetlejuice, Beetlejuice dimostra un'attenzione maggiore al lato emotivo della narrazione: mentre Keaton gigioneggia adorabilmente, Burton trova il tempo di parlare del male nascosto dei sobborghi USA, di lutto, e di relazioni familiari.

Separated (Fuori Concorso), voto 7.5. Morris firma un efficace documentario sulla family separation policy dell'amministrazione Trump. Lo fa con un piglio di denuncia alla Michael Moore ma uno stile più sobrio, secco, espositivo, che colpisce dritto allo stomaco proprio per la pulizia della narrazione, e viene solo parzialmente sporcato dalla scelta di avere delle parti ricostruite che ondeggiano tra il ridondante e l'inutile. Qui la recensione completa fatta per Nonsolocinema.

Nonostante (Orizzonti), voto 5. Uno spunto potenzialmente geniale - un ospedale abitato dalle anime di chi è in coma - elaborato in maniera pasticciata, confusa, senza né capo né coda. Peccato, perché per ambizione e creatività visiva questa opera seconda da regista di Mastandrea poteva essere molto di più.

El Jockey (Concorso), voto 8.5. Si può parlare di identità (di genere, ma non solo) facendo un film sull’ippica? La risposta è sì. El Jockey è un film sulla necessità di rinnovarsi e sul potere catartico di questo atto di riscoperta, in grado di correggere la rotta di una vita lanciata come un cavallo in corsa, riuscendo a evitare che si schianti sulle balaustre e facendolo invece correre, finalmente, libero, verso un futuro non ancora scritto.Qui la recensione completa fatta per Nonsolocinema.

Maria (Concorso), voto 7. Larrain racconta la Callas in modo patinato, attraverso un melodramma perfettamente confezionato ma scontato, che si concentra sulle sue storie d'amore e sulla sua natura di diva tanto quanto sulla sua musica. Peccato, perché il dramma di una donna che non riesce più a fare ciò che l'ha resa immortale meritava più spazio, così come altri capitoli della sua vita artistica (il rapporto con Visconti e Di Stefano e la sua carriera cinematografica in primis) che potevano sostituire molti inutili siparietti domestici (soprattutto) e alcune delle interazioni con Onassis. Il film risulta comunque ben riuscito grazie a una prova strepitosa di Angelina Jolie, che dà corpo e voce alla fragile divinità della Callas.

Pooja, Sir (Orizzonti), voto 6.5. Il film racconta un indagine su un caso di rapimento in Nepal, sullo sfondo di tensioni etniche e discriminazione di genere. Il film funziona, pur senza guizzi significativi e con una lunghezza forse eccessiva: è teso il giusto e la tematica culturale è affrontata con un taglio umano che conquista.

Pier


giovedì 31 agosto 2023

Telegrammi da Venezia 2023 - #1

Come ogni anno, Film Ora è a Venezia, e vi accompagnerà per tutta la Mostra del Cinema con i suoi telegrammi, recensioni brevi dei film visti nelle varie sezioni. Una Mostra con tantissimi titoli interessanti, che promette belle sorprese e anche qualche inevitabile delusione.


Ecco i film visti nel primo giorno e mezzo di Mostra:

Comandante (Concorso), voto 5.5. La storia vera di Salvatore Todaro, raccontata con un comparto visivo e attoriale di buon livello ma con una sceneggiatura da film TV Rai, troppo retorica e didascalica nonostante qualche guizzo ben riuscito. Belle le scene nel sommergibile, ma non basta a salvare il film.

Gli Oceani Sono i Veri Continenti (Giornate degli Autori), voto 8.5. Un film italiano fresco e poetico, esordio al lungometraggio di Tommaso Santambrogio, che racconta la vita a Cuba e l'eterno struggersi tra il desiderio di partire e quello di non perdere le proprie radici. Un film che parla di nostalgia, di abbandono, di un sogno cubano che non c'è più, delle sirene di un sogno americano che attrae e respinge, ma soprattutto parla di amore: amore fraterno, amori in crescendo, amori perduti, amore per un'isola decadente ma irrimediabilmente romantica, tutto fotografato in un bianco e nero struggente, pittorico. 

El Conde (Concorso), voto 8. Larrain racconta Pinochet attraverso un film ibrido, cangiante e multiforme, che mischia ingredienti apparentemente incompatibili come Nosferatu (e più in generale l'espressionismo tedesco, fin dalla scelta del bianco e nero), Wes Anderson, What We Do in the Shadows e la satira politica alla Armando Iannucci: un film che parla di fascismi e di ritorno degli stessi, con un Pinochet vampiro raccontato da una voce narrante la rivelazione della cui identità non mancherà di divertire lo spettatore. Il film si sfilaccia un po' troppo nel finale, ma regala grandissimi momenti di satira e visivi.

A Cielo Abierto (Orizzonti), voto 6. I figli di Guillermo Arriaga portano sul grande schermo una vecchia sceneggiatura del padre, interessante mix tra road e revenge movie, in cui tre ragazzi viaggiano per il Messico per vendicare un vecchio torto, finendo per scoprire se stessi. Nulla di eccessivamente originale, ma la trama funziona, i tre protagonisti sono bravissimi ed empatici, e la visione intrattiene. 

Dogman (Concorso), voto 7. Un ragazzo cresciuto in una gabbia per cani per scelta del padre violento ritrova se stesso grazie al rapporto con gli animali, scoprendo un'anima da performer e da paladino dei deboli. Partendo da una storia di cronaca, Luc Besson immagina la nascita di un individuo straordinario ma solitario (che ricorda a tratti il suo Lèon), segnato dalla vita ma deciso a viverla secondo i suoi termini. Quella che in superfice sembra un thriller che racconta la origin story di un villain di Batman diventa quindi una riflessione sulla diversità e la solitudine, sull'elaborazione del trauma, sul sadismo e sulla sofferenza subiti che, per una volta, non chiama altra sofferenza e altro sadismo, ma un tentativo di redenzione che passa dalla comunione con la natura e con gli animali. Non si raggiungono le vette di Joker, ma il film funziona e intrattiene. Ottima prova di Caleb Landry Jones nel ruolo del protagonista.

Ferrari (Concorso), voto 7.5. Un film che racconta il Ferrari pubblico e quello privato in un momento chiave della sua vita, e il rapporto ineludibile tra le due sfere. Ferrari è un film di emozioni e ambizioni, sia realizzate che frustrate; è uno spaccato biografico di un uomo di contraddizioni, che sognava la normalità ma al tempo stesso desiderava l'immortalità, il brivido, il superare i propri limiti. Qui la recensione completa scritta per Nonsolocinema.

Pier

sabato 4 settembre 2021

Telegrammi da Venezia 2021 - #2

Secondo telegramma da Venezia, con una grande infornata di divi, molti dei titoli più attesi, e la prima bocciatura del concorso principale.
























The Lost Daughter (Concorso), voto 7. Una donna in vacanza rimane turbata dall'incontro con una giovane madre: riaffiorano ricordi, si riaprono ferite mai sopite. Dal romanzo di Elena Ferrante, un ottimo esordio alla regia per Maggie Gyllenhaal, che pecca di qualche ingenuità ma dirige con maestria i suoi attori, capitanati da quella garanzia che è Olivia Colman.

The Cathedral (Biennale College), voto 5.5. Interessante racconto di formazione di un ragazzo della provincia statunitense, che cresce sballottato dal divorzio dei genitori e le continue liti tra vari membri della famiglia. Un discreto esordio, con belle intuizioni visive (il continuo ritorno delle porte socchiuse), che pecca però di scarsa originalità e capacità di emozionare.

Spencer (Concorso), voto 6.5. Larrain racconta un weekend importante nella vita di Lady Diana, scegliendo un approccio dichiaratamente fiabesco e favolistico, sospeso tra realtà e fantasia. Diana è intrappolata a Sandrigham come una principessa nel castello, sogna momenti catartici di ribellione, vede fantasmi e sciocca la servitù. Nonostante alcune scene di impatto e l'ottima prova di Kristen Stewart, il film sa però troppo di già visto, forse anche per il fatto che racconta un personaggio che è già stato vivisezionato allo sfinimento e per la scelta di mettere comunque in scena cose ormai stranote, come ad esempio la bulimia. Peccato, il potenziale c'era.

Il Buco (Concorso), voto 3. Un film che avrebbe senso come documentario, ma non ha né capo né coda come film di finzione. Bellissime immagini, ma il cinema è un'altra cosa.

Last Night in Soho (Fuori Concorso), voto 8. Due donne, due storie parallele: sogno o realtà? Edgar Wright realizza un film conturbante, trascinante nella sua capacità di cambiare faccia, genere, direzione narrativa. Ottime le prove di Thomasin McKenzie e, soprattutto, Anya Taylor-Joy. Splendida la colonna sonora.
 
Competencia Oficial (Concorso), voto 7. Divertente satira sul significato di celebrità e sulla vanità  - degli artisti, ma non solo - con un cast in gran forma formato da Banderas, Cruz, e Martinez. L'ironia si unisce a un irresistibile cinismo, creando una commedia brillante che, a poco a poco, si tinge di note più nere e oscure.

Pier

 

lunedì 14 ottobre 2019

Tesori nascosti - #1

Una nuova rubrica

Con "Tesori nascosti", Film Ora prova ad aiutare i suoi lettori a recuperare film meritevoli ma che hanno avuto distribuzione scarsa o invisibile nelle sale italiane. Grazie a DVD e servizi streaming, recuperare questi film non è più (nella maggior parte dei casi) un'impresa impossibile.

Sette tesori per puntata, per (ri)scoprire film caduti troppo in fretta nel dimenticatoio collettivo.

Ecco un primo elenco, corredato di voto, informazioni su dove reperire il film, e di un breve commento o di un link alla nostra recensione


1. Soul Kitchen, voto 8.
Genere: commedia drammatica
Anno: 2010
Regista: Fatih Akin
Commento: una commedia malinconica che scalda il cuore, che racconta le peripezie personali e professionali di un ristoratore turco in Germania. Qui la recensione estesa


2. Into paradiso, voto 7.5.
Genere: commedia drammatica
Anno: 2010
Regista: Paola Randi
Streaming: no.
Commento: Originale commedia che anticipa la riscoperta di Napoli da parte del nostro cinema, focalizzandosi sugli incontri-scontri interculturali attraverso la storia un ricercatore napoletano che si trova costretto a trasferirsi nel quartiere cingalese della città. Ottima prova del cast. Qui la recensione completa.


3. Post mortem, voto 8. 
Genere: drammatico, storico
Anno: 2010
Regista: Pablo Larrain
Streaming: no.
Commento: uno dei film meno conosciuti di Larrain, ma anche uno dei più incisivi, che racconta con grande crudezza ed efficacia il regime di Pinochet attraverso la storia di un funzionario statale addetto ai verbali delle autopsie e innamorato della sua vicina di casa. Qui la recensione completa.


4. Essential killing, voto 7.5.
Genere: drammatico, thriller
Anno: 2010
Regista: Jerzy Skolimowski
Streaming: a noleggio su Chili.
Commento: film duro e allucinato sulla fuga disperata di un talebano da un campo di prigionia statunitense. Sceneggiatura perfetta, tesa, coinvolgente nonostante la ripetitività delle situazioni. Grande prova d'attore (muta) di Vincent Gallo.


5. 13 Assassini, voto 8.5
Genere: azione, storico
Anno: 2010
Regista: Takashi Miike
Commento: Un samurai-movie perfetto per tempi e atmosfere, che richiama Kurosawa ma mantiene comunque originalità e tensione grazie al folle e geniale tocco di Miike. Per gli amanti del genere, un film imperdibile.

6. Silent souls, voto 9.5.
Genere: drammatico
Anno: 2010
Regista: Aleksey Fedorchenko
DVD: solo in lingua straniera (inglese, francese, originale russo).
Streaming: no.
Commento: Storia delicata e toccante del funerale di una moglie che diventa il funerale di un'etnia, i Merja, legata a una vita semplice e rurale e assolutamente estranea alla modernità. Un film con eco di Tarkovsky, che racconta l'anima della Russia con una poesia straziante che arriva dritto al cuore.


7. A single man, voto 8. 
Genere: drammatico
Anno: 2010
Regista: Tom Ford
Commento: Una struggente storia d'amore perduto, fatta di sguardi, ricordi, madeleines. Qui la recensione estesa


Pier


sabato 7 settembre 2019

Venezia 2019 - Il Totoleone

E anche quest'anno la Mostra del Cinema giunge al termine (qui trovate tutti i Telegrammi di questa edizione): la zona del Palazzo del Cinema comincia a somigliare a uno scenario post-atomico, i giornalisti bivaccano in spiaggia in attesa del fatale annuncio, e le maschere tirano un sospiro di sollievo, liete di potersi finalmente liberare di seccatori vari ed eventuali, tra i quali chi scrive.

È stata una Mostra con pochi picchi, sia in positivo che in negativo, con due fils rouges che hanno attraversato tutto il Concorso: il primo è quello del guardare alla Storia (J'accuse, Martin Eden, Il sindaco del rione sanità, No 7 Cherry Lane, A Herdade, The painted Bird) o al fantastico (JokerWelcome to the Barbarians) per capire le atrocità del mondo odierno; il secondo è quello della verità, della relatività e fragilità di memoria, ricordi, reputazioni, impressioni (La vérité, Ema, Guest of Honour, Marriage Story). Una Mostra, dunque, che si è nutrita dei temi che appassionano il dibattito contemporaneo e li ha arricchiti di nuove sensazioni, emozioni, e riflessioni.

Di seguito i pronostici, quasi sicuramente sbagliati, per il Leone d'Oro e gli altri premi, corredati come sempre dalle mie preferenze personali.


Premio Mastroianni per il miglior attore emergente
Molti gli attori e le attrici giovani o comunque poco conosciuti presenti in Concorso, in una Mostra che ha molto guardato ai giovani e ai loro tentativi di trovare un posto nel mondo. Tra tutti sembrano essersi distinti Petr Kotar (The Painted Bird) e Mariana Di Girolamo, carismatica protagonista di Ema. Vista la giovanissima età di Kotar, Di Girolamo sembra essere la favorita, e a lei va anche la nostra preferenza personale.
PronosticoMariana Di Girolamo, Ema
Scelta personaleMariana Di Girolamo, Ema

Coppa Volpi maschile
Joaquin Phoenix. Punto, e a capo. Qualunque altro verdetto, nonostante la bravura di Luca Marinelli (Martin Eden) e Jean Dujardin (J'accuse) sarebbe uno scandalo: troppo trascendente la sua interpretazione in Joker per non essere premiata. Ammetteremmo un'eccezione solo nel caso in cui Joker dovesse aggiudicarsi il Leone d'Oro, dato che il regolamento impedisce che il vincitore del Leone si aggiudichi anche altri premi.
PronosticoJoaquin Phoenix, Joker
Scelta personaleJoaquin Phoenix, Joker

Coppa Volpi femminile 
La sfida quest'anno è molto agguerrita, più per mancanza di candidate decisamente superiori che per la presenza di performance indimenticabili. L'unica a essere tale è quella di Catherine Deneuve, che in La Vérité si divora chiunque osi solo avvicinarsi con una prova sublime per bilanciamento di crudele ironia ed emozionate fragilità. Su di lei ricadono sia il nostro pronostico che la nostra scelta personale.

Pronostico: Catherine Deneuve, La Vérité
Scelta personale: Catherine Deneuve, La Vérité

Gran Premio della Giuria 
Pronostico quasi impossibile, data l'oggettiva vicinanza dei film in corsa. Marriage Story è piaciuto molto a pubblico e critica, ma è forse troppo "classico" per aggiudicarsi questo premio, così come J'accuse di Roman Polanski. La nostra scelta ricadrebbe su Martin Eden, per il coraggio dimostrato in un sistema incancrenito come quello italiano, ma potrebbe essere Ema, travolgente e visionaria opera di Larrain (che pur non rientra tra i nostri preferiti), a strappare la vittoria, forte della fotografia più ispirata del Concorso e di una visione artistica solida e ancorata in un tema molto attuale.
Pronostico: Ema
Scelta personale: Martin Eden

Leone d'Argento (Miglior Regia) 
Qui la scelta dovrebbe naturalmente ricadere su Roman Polanski: per quanto il suo film sia molto (forse troppo) classico, è indubbiamente quello visto alla Mostra in cui tutte le parti sono perfettamente coordinate e volte alla realizzazione di un unicum artistico di grande impatto e attualità. Le parole della presidentessa della giuria, Lucrecia Martel, sembrano rendere impossibile un premio per Polanski, ma noi vogliamo credere alla buona fede della presidentessa e, soprattutto, all'integrità della giuria, che non può rimanere indifferente. Diamo loro l'esempio facendo ricadere la nostra scelta personale su Marriage Story, firmata da quel Noah Baumbach di solito detestato da chi scrive, e che invece firma qui un'opera intima e commovente.
Pronostico: Roman Polanski, J'accuse
Scelta personale: Noah Baumbach, Marriage Story

Leone d'Oro 
Sfida davvero accesa e incerta: manca un chiaro favorito, e letteralmente qualunque film del concorso potrebbe aggiudicarsi l'ambito premio. La nostra scelta personale ricade sul Joker, letteralmente folgorante, ma dubitiamo che la giuria decida di premiarlo. La sensibilità multiculturale della giuria potrebbe essere toccata da film più universali , come la madeleine filmica di No 7 Cherry Lane, la fine del matrimonio di Marriage story, e la meditazione sull'esistenza di About endlessness; o più ancorati nel presente, come Ema, Waiting for the barbarians, The perfect candidate, e Babyteeth. Questi ultimi non sembrano aver riscosso particolare favore da parte della critica. Puntiamo su Barbarians, con Marriage story appena dietro.
PronosticoWelcome to the barbarians
Scelta personaleJoker

È tutto anche per quest'anno, ci risentiamo per l'edizione 2020.

Pier


sabato 31 agosto 2019

Telegrammi da Venezia 2019 - #2

Secondo telegramma da Venezia, con una ricca selezione di film dalle varie sezioni. Molti di questi parlano di eventi passati o di fantasia, ma con inquietanti richiami al presente.


The kingmaker (Fuori Concorso), voto 8. Splendido documentario che, partendo dalla figura di Imelda Marcos, vedova del defunto dittatore delle Filippine, racconta i perversi meccanismi del potere che hanno permesso che la famiglia Marcos riuscisse a tornare a tenere le redini del governo del paese a meno di 30 anni dal loro esilio. La regista Lauren Greenfield riesce nella difficile impresa di raccontare le nefandezze dei Marcos, ma al tempo stesso spiegare la fascinazione che la famiglia, e Imelda in particolare, esercita ancora sulla popolazione filippina.

Il sindaco del rione sanità (Concorso), voto 6.5. Martone porta al cinema la commedia amara di De Filippo, e lo fa adattando la sua regia per il Teatro Stabile di Torino. L'esperimento è interessante, con il linguaggio e le modalità espressive del teatro che vengono trasposte senza sconti su pellicola, costringendo il cinema ad adattarsi ad esse anziché il contrario. Tuttavia, nonostante un ottimo cast, l'operazione appare puramente intellettuale, e lascia ben poco allo spettatore.

Seberg (Fuori Concorso), voto 5. Il film racconta l'agghiacciante storia della persecuzione dell'FBI nei confronti di Jean Seberg, attrice icona della Nouvelle Vague, ma lo fa in modo superficiale. Qui la recensione estesa scritta per Nonsolocinema.

J'accuse (Concorso), voto 7.5. Polanski porta al cinema la storia del caso Dreyfus, e lo fa con eccezionale rigore e senza esimersi dal tracciare paralleli con il presente e, in secondo piano, con le sue vicende personali. Il film soffre solo per un'eccessiva lunghezza e un'inutile storia d'amore, ma per il resto colpisce in pieno il bersaglio, costringendo lo spettatore a una profonda riflessione sul valore dell'etica professionale e su come sia facile deformare la verità fino a seppellirla.

Rare Beasts (Settimana della Critica), voto 8.5. Billie Piper firma un esordio alla regia splendido per originalità di tematica e visione artistica: un esilarante, lisergico film dell'assurdo che riesce però a trattare con profondità e sensibilità temi seri come maternità, malattia, relazioni umane e professionali. Il film shakera Monty Python, Ken Loach, e Woody Allen per realizzare un'opera originale, proletaria, visionaria, commovente, vera. Una bellissima sorpresa.

Ema (Concorso), voto 6.5. Pablo Larrain si conferma come uno degli autori più ispirati ed eclettici del panorama mondiale raccontando la storia di Ema, ballerina alla ricerca della sua identità e del suo posto nel mondo, attraverso un flusso di coscienza fatto di corpi, neon, e martellante musica reggeaton. Tra guerre verbali tanto spietate da diventare assurde e amori fluidi e impossibili da incasellare, Larrain si muove tra le strade di Valparaiso con uno sguardo documentarista ma comunque empatico, capace di raccontare le contraddizioni delle convenzioni sociali e del concetto di famiglia attraverso lo sguardo deciso ma senza sicurezze della sua carismatica protagonista.

Joker (Concorso), voto 9.5. Un film che non è un cinecomic, ma un magistrale trattato sulla follia dei nostri tempi. Phillips realizza un capolavoro, al centro del quale si muove un Joaquin Phoenix trascendente e in preda a estasi dionisiaca: un'interpretazione da annali del cinema. Qui la recensione estesa scritta per Nonsolocinema.

Pier

sabato 10 settembre 2016

Venezia 2016 - Il Totoleone

Quest'anno invertiamo un po' l'ordine degli addendi, dato che oggi vedremo altri film. Quindi, andiamo con il Totoleone, e nel pomeriggio arriverà l'ultimo telegramma.

Un'edizione in cui i film migliori, per una volta, sono venuti dagli USA, con tutti i quattro i film in concorso che hanno convinto critici e pubblico.


Premio Mastroianni per il miglior attore emergente
Il predicatore messianico di Michael Silva sembra aver incantato tutti, ma la nostra scelta personale ricade su Emily Jones, che oscura la sua versione adulta Dakota Fanning nel controverso ma potente Brimstone. Possibile sorpresa il Mirko Frezza de Il più grande sogno.
Pronostico: Michael Silva, El Cristo Ciego
Scelta personale: Emily Jones, Brimstone

Coppa Volpi maschile
Sfida meno accesa che in campo femminile, con poche prestazioni che restano fissate nella memoria. Potrebbe vincere Gosling come premio di consolazione in caso La La Land non ottenesse premi, ma il favorito sembra Oscar Martinez, protagonista de El ciudadano Ilustre. La nostra scelta ricade invece sul Jake Gyllenhaal di Nocturnal Animals, splendido nel suo personaggio al confine tra realtà e finzione.
PronosticoOscar Martinez, El Ciudadano Ilustre
Scelta personaleJake Gyllenhaal, Nocturnal Animals

Coppa Volpi femminile
Qui la sfida è agguerritissima, con Amy Adams in corsa per due film, Natalie Portman chiara favorita e Monica Bellucci (On the Milky Road di Emir Kusturica) e Yuliya Vysotskaya (Paradise, di Andrej Koncaloskij) possibili sorprese. La nostra scelta ricade sulla Portman, intensissima e commovente, ma che rischia di pagare il regolamento che impedisce che il vincitore del Leone d'Oro si aggiudichi anche la Coppa Volpi.
PronosticoYuliya Vysotskaya, Paradise
Scelta personaleNatalie Portman, Jackie

Miglior Film "Orizzonti"
Il favorito sembra essere l'acclamato Boys in the Trees, che vedremo questo pomeriggio. Difficile, invece, indicare il nostro favorito: la sezione Orizzonti è forse il successo più grande della gestione Barbera, che l'ha strappata dal limbo artistoide cui l'aveva confinata Muller per restituirla al pubblico, senza però rinunciare all'autorialità. Lo scorso anno Childhood of a Leader, poi premiato, era stato un colpo di fulmine, quest'anno molti film ci sono piaciuti, anche se nessuno ci ha incantato. Alla fine, sempre aspettando Boys in the Trees, la scelta ricade sull'italiano Vannucci, autore de Il più grande sogno.
PronosticoBoys in Trees
Scelta personaleIl Più Grande Sogno

Gran Premio della Giuria
Qui il grande favorito è il filippino Lav Diaz, il cui The woman who left ha conquistato la critica. Dato che le quasi quattro ore di durata ci hanno impedito di vederlo, la nostra scelta personale ricade su Nocturnal Animals di Tom Ford.
PronosticoThe Woman Who Left
Scelta personaleNocturnal Animals

Leone d'Argento (Miglior Regia)
Rapidamente: Chazelle merita qualunque premio sia assegnabile, ma non vincerà il Leone d'Oro, storicamente ostico per le grandi produzioni USA. Diviene quindi il favorito per il Leone d'Argento, che noi invece assegneremmo a Denis Villeneuve per il bellissimo Arrival.
Pronostico: Damien ChazelleLa La Land
Scelta personaleDenis Villeneuve, Arrival

Leone d'Oro
Sfida davvero accesa, in un anno di qualità davvero alta, in cui sono stati pochi i film davvero deludenti (di questa ristretta lista, purtroppo, facevano parte tutti i film italiani, con la parziale eccezione di Spira Mirabilis). Visto il presidente (Sam Mendes) e i membri della giuria, il Jackie di Pablo Larrain sembra avere il favore del pronostico, seguito a poca distanza da The Woman Who Left di Lav Diaz. Tuttavia, il nostro preferito resta La La Land, poetico e toccante come pochissimi film negli ultimi dieci anni.
Pronostico: Jackie
Scelta personale: La La Land

E' tutto, ci risentiamo più tardi per l'ultimo telegramma.

Pier