venerdì 13 giugno 2025
Mission: Impossible - The Final Reckoning (In pillole #34)
domenica 23 luglio 2023
Mission: Impossible - Dead Reckoning
sabato 2 maggio 2020
Nuovo Cinema Paravirus - Puntata 50
Il genere di oggi sono i film noir.
I film segnalati sono:
1) Il grande sonno (disponibile a noleggio su vari servizi). Il miglior noir della storia del cinema: Humphrey Bogart, Lauren Bacall, e Howard Hawks sono i perfetti ingredienti di un film che fonde suspence, ritmo, ironia e seduzione, creando un cocktail perfetto, in cui tutti sono colpevoli e nessuno lo è veramente.
2) Collateral (disponibile su Prime Video). Un ottimo rappresentante del neo-noir, che mette a confronto due protagonisti diversissimi: un assassino nichilista, e un tassista umano e sensibile, forse troppo: nessuno uscirà immutato dal confronto. La regia di Mann è fredda, notturna, e riesce a ricreare con il colore il chiaroscuro del bianco e nero che ha reso celebre il genere.
3) Milano Calibro 9 (disponibile su Sky). Un cult del "poliziottesco" all'italiana, la nostra versione del noir, talmente iconico da essere di ispirazione anche per Quentin Tarantino. Una storia di tradimenti, in cui tutti sono corrotti e senza futuro.
A domani per la cinquantunesima puntata!
Pier
martedì 28 aprile 2020
Nuovo Cinema Paravirus - Puntata 46
Il genere di oggi sono i film di vampiri.
I film segnalati sono:
1) Intervista col vampiro (disponibile su Netflix). Un grandissimo classico del genere, uno dei prodotti audiovisivi che hanno segnato l'immaginario collettivo del vampiro, grazie sia alle atmosfere decadenti, splendidamente ritratte da Neil Jordan, sia alle interpretazioni del cast, Tom Cruise in testa.
2) Solo gli amanti sopravvivono (disponibile su Prime Video). Jim Jarmush realizza uno dei migliori dieci film del decennio appena concluso (qui il nostro elenco), un film lirico, visivamente sontuoso, in cui i vampiri diventano i difensori di un'estetica perduta, soffocata dalla macchina insaziabile del capitalismo. Qui la recensione completa.
3) Dark shadows (disponibile su Infinity). Una miscela irresistibile tra horror vampiresco e commedia brillante che, pur calando di ritmo nella seconda parte, crea un'atmosfera che avvince e diverte lo spettatore. Qui la recensione completa.
A domani per la quarantaseiesima puntata!
Pier
venerdì 27 luglio 2018
Mission: Impossible - Fallout
Ethan Hunt riceve una nuova missione impossibile: recuperare una valigia di plutonio e scoprire l'identità degli Apostoli, l'organizzazione terroristica che vuole usare il plutonio per realizzare armi nucleari, e di John Lark, il loro misterioso finanziatore. Ethan raduna la sua squadra e parte all'inseguimento del plutonio, tra Berlino, Parigi, Londra e il Kashmir, in una missione che lo metterà di fronte ai fantasmi del suo passato e del suo presente.
Partiamo con una confessione: chi scrive è da sempre appassionato della saga di Mission: Impossible, che, nonostante qualche mezzo passo falso, è sempre riuscita a coniugare l'adrenalina dei film di James Bond con un amore per gli intrighi spionistici degna di John Le Carrè. In questo senso, Mission: Impossible - Fallout è un'apoteosi. Visivamente, il film raggiunge forse le vette più alte della saga, con scene d'azione di altissimo livello e fotografate con un realismo che riesce a far dimenticare l'improbabilità di molte delle scene cui si assiste. I combattimenti, i salti nel vuoto, i folli inseguimenti sono tutti ripresi con mano ferma e con inquadrature panoramiche che permettono di apprezzare al meglio le coreografie, anziché le consuete immagini traballanti e iper ravvicinate cui ci hanno abituato certi blockbuster. La scena nel bagno è un pezzo di bravura registico (un applauso a Christopher McQuarrie, al suo secondo film nella saga), e Tom Cruise soddisferà anche lo spettatore più esigente con le sue acrobazie al limite della follia, eseguite senza l'ausilio di stunt.
La sceneggiatura è ritmata e intrigante al punto giusto e, anche se non raggiunge le vette del primo film, regala comunque quel clima da intrigo spionistico in stile Guerra Fredda che costituisce uno degli ingredienti fondamentali di un buon film di Mission: Impossible: l'apocalisse è sempre incombente, i cattivi sono sempre un passo avanti, il salvataggio, se arriva, arriva sempre all'ultimo secondo. Il film si ricollega anche ai capitoli precedenti, compiendo uno sforzo narrativo nuovo per la trama, e per questo molto gradito, cercando di riconnettere i vari pezzi della biografia di Ethan Hunt per creare una storia episodica ma coerente. Ethan si trova quindi ad affrontare il peso delle sue scelte e a interrogarsi sulla dimensione etica del suo lavoro. Il tema, tuttavia, non viene esasperato, ma affrontato con il giusto livello di approfondimento per un film che è prima di tutto una storia di spionaggio.
Tom Cruise interpreta il protagonista con il consueto mix di ironia, spericolatezza e invulnerabilità apparente, lanciandosi a rotta di collo in scene sempre più pericolose e spettacolari che tengono lo spettatore con il fiato sospeso. Accanto a lui ritroviamo Rebecca Ferguson, convincente nella parte della spia dagli occhi di ghiaccio già vista nello scorso capitolo (prima volta che una "Impossible girl" ritorna per un secondo film) e Simon Pegg, sempre perfetto nel ruolo di spalla comica, e il fedelissimo Ving Rhames, l'ormai iconico Luther, unico personaggio a parte Ethan a essere presente in tutti i film della saga. Accanto a loro si muovono le new entry, con Vanessa Kirby (già vista nel ruolo della Principessa Margaret in The Crown) perfetta nel ruolo di femme fatale, e un Henry Cavill invece un po' legnoso in quello dell'agente CIA, che si fa notare più per i famosi baffi rimossi digitalmente in Justice League che per la sua prova d'attore.
Mission: Impossible si consacra ancora una volta come la saga d'azione più interessante del cinema contemporaneo, in grado di offrire due ore di grande intrattenimento , senza scivolare né nell'eccessiva sospensione dell'incredulità come Fast and Furious, né in un'introspezione che mal si adatta al genere. Intrigo, azione e sequenze spettacolari: Mission: Impossible - Fallout offre questo e molto altro, alzando nuovamente l'asticella di una saga che non mostra davvero i segni dell'età.
**** 1/2
Pier
giovedì 28 giugno 2012
Rock of Ages
Alla fine degli anni '80 Sherrie si trasferisce dall'Oklahoma a Los Angeles, in cerca di fortuna come cantante. Dopo un primo impatto difficoltoso con la città, la ragazza conosce Drew, aspirante rockstar che lavora come cameriere nel locale tempio della musica rock, il Bourbon Room. Drew convince il burbero proprietario del locale ad assumere Sherrie: i due ragazzi iniziano così una storia d'amore che si troverà in mezzo alla crisi finanziaria del locale, al concerto del più grande rocker maledetto vivente, e di un'oscura trama per cancellare il rock dalla città degli angeli.
Il film di Adam Shankman, già autore di un musical dai toni comici con Hairspray, è un divertissement leggero ma allo stesso tempo ricercato, che annovera sceneggiatori di livello come Justin Theroux, l'attore feticcio di David Lynch, e Michael Arndt, premio Oscar per Little Miss Sunshine.
Rock of ages è ricco di citazioni, sia colte che popolari, e presenta alcune scene eccellenti a livello di scrittura, fotografia e coreografia.
La trama d'altro canto è abbastanza piatta, e vive più degli exploit dei personaggi secondari che della storia dei protagonisti, che riprende senza variazioni significative la classica storia del percorso di maturazione della ragazza di provincia sbalzata nella grande città. La storia d'amore, banale e scontata, serve però come meccanismo di innesco per una serie di trame collaterali e di scene che costituiscono la vera forza del film.
Tanto quanto i personaggi principali sono piatti, tanto quelli secondari sono sfaccettati e ben costruiti, sorretti da prove d'attore di livello tra cui spiccano quella di Alec Baldwin, splendido nel ruolo del burbero gentile, e di Paul Giamatti, perfettamente a suo agio nella parte del manager viscido e truffaldino.
Un discorso a parte lo merita Tom Cruise, che riesce a fondere tutte le idiosincrasie dei grandi del rock nel suo Stacee Jaxx, dando vita a un divo maledetto impossibile da dimenticare per impatto, divertimento e credibilità.
La colonna sonora, rigorosamente rock, è un paradiso per gli amanti del genere, che verranno trasportati, in modo più o meno fedele, tra molti dei grandi classici degli anni '70 e '80.
Rock of Ages è una sorta di versione rock di Mamma mia, un film spensierato che vuole divertire e ci riesce alla perfezione, aggiungendo anche qualche piccola perla che mancava nel musical ispirato alle musiche degli ABBA. La commistione tra classici del rock e cinema vince e convince, regalando due ore di puro divertimento ispirate ai testi e alle atmosfere di un genere che ha segnato la storia della musica.
***1/2
venerdì 22 ottobre 2010
Innocenti bugie
lunedì 9 febbraio 2009
Operazione Valchiria
Una storia dimenticata
Dopo una produzione quanto mai travagliata e segnata da ogni sorta di incidente e difficoltà, arriva finalmente sui nostri schermi Operazione Valchiria.
Il film racconta la storia del fallimento dell'ultimo attentato intentato contro Hitler prima del suo suicidio.
La storia della resistenza tedesca è poco conosciuta al di fuori della Germania, e il regista Bryan Singer si propone di fare luce su questo capitolo per nulla irrilevante della Seconda guerra mondiale.
Il risultato è un film onesto, senza particolari velleità artistiche ma con un taglio molto diretto e una forte capacità comunicativa.
La regia è attenta e curata, gli attori azzeccati: Tom Cruise interpreta il leader del complotto senza inutili divismi, e Bill Nighy è perfetto nella parte del pavido complottista, che arriva a privilegiare le necessità del suo stomaco a quelle del suo paese.
Operazione Valchiria ha inoltre il pregio di non indulgere in facili sentimentalismi, nemmeno in quelle scene in cui sarebbe facile farlo, trattando anche l'addio tra marito e moglie con dignità e semplicità.
Unico neo, lo scarso approfondimento della psicologia dei personaggi, scelta coerente con lo stile del film ma che lascia oscuri alcuni punti della vicenda che, invece, avrebbero meritato di essere analizzati a fondo.
*** (*****)
Pier