Nuova puntata di Nuovo Cinema Paravirus, la rubrica che vi suggerisce film da vedere in quarantena.
Il genere di oggi sono i film musicali.
I film segnalati sono:
1) Whiplash (disponibile su Netflix and Timvision). Un film intenso ed emotivamente avvincente, con un ritmo perfetto e incalzante, che non dà un attimo di respiro e fa tenere gli occhi incollati allo schermo. Qui la recensione completa.
2) Il concerto (disponibile su Prime Video). Un film che commuove e diverte, alternando alla perfezione humour e riflessione, in un crescendo (musicale) che ha il suo apice nel gran finale, in cui si sviluppa una tensione degna dei migliori thriller. Qui la recensione completa.
3) Fantasia (disponibile su Disney+). Il capolavoro di Walt Disney, il film che gli stava più a cuore, quello che esprime al meglio tutte le potenzialità espressive dell'animazione. Imperdibile.
A domani per la cinquantesima puntata!
Pier
Visualizzazione post con etichetta Melanie Laurent. Mostra tutti i post
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venerdì 1 maggio 2020
lunedì 29 luglio 2013
Now you see me
Il trucco c'è, ma non si vede
Quattro prestigiatori vengono convocati da un individuo misterioso che li coinvolge in un suo progetto. Un anno dopo, i quattro, con il nome di Quattro Cavalieri, si esibiscono insieme in uno show di alto profilo, al termine del quale tenteranno un'impresa mai tentata prima: rapinare una banca senza muoversi dal teatro.
Difficile dilungarsi sulla trama di Now you see me: il rischio è di rivelare uno degli innumerevoli colpi di scena, che si susseguono come in un unico, grande numero di magia. Costruito intorno ai protagonisti e alle loro idiosincrasie, il film si avvale di effetti speciali eccellenti, che contribuiscono a creare un'atmosfera di magia e incanto. La trama scorre fluida fino al finale, dove accelera e finisce per perdersi un po', chiudendo con fretta eccessiva tutti i vari filoni narrativi e ripiegando su una didascalica spiegazione che demolisce l'aura di mistero costruita durante il film.
I personaggi sono bene interpretati, con Jesse Eisenberg, Mark Ruffalo e Woody Harrelson a fare la parte dei leoni. Resta un po' di rammarico per lo scarso sviluppo dedicato ad alcuni di loro, in particolare Henley e Jack, a causa del tempo limitato concesso da un prodotto cinematografico: forse una serie TV, anche di poche puntate, avrebbe reso miglior giustizia sia ai personaggi che alla trama.
Now you see me è un buon film di intrattenimento che, nonostante i difetti del finale, regala divertimento e suspence a sufficienza. Il trucco c'è, ma non si vede, e anche i più scettici si troveranno a seguire con attenzione il dipanarsi del piano dei Quattro Cavalieri, in una sorta di remake magico di Colpo grosso capace di incantare e divertire gli spettatori.
***
Pier
Quattro prestigiatori vengono convocati da un individuo misterioso che li coinvolge in un suo progetto. Un anno dopo, i quattro, con il nome di Quattro Cavalieri, si esibiscono insieme in uno show di alto profilo, al termine del quale tenteranno un'impresa mai tentata prima: rapinare una banca senza muoversi dal teatro.
Difficile dilungarsi sulla trama di Now you see me: il rischio è di rivelare uno degli innumerevoli colpi di scena, che si susseguono come in un unico, grande numero di magia. Costruito intorno ai protagonisti e alle loro idiosincrasie, il film si avvale di effetti speciali eccellenti, che contribuiscono a creare un'atmosfera di magia e incanto. La trama scorre fluida fino al finale, dove accelera e finisce per perdersi un po', chiudendo con fretta eccessiva tutti i vari filoni narrativi e ripiegando su una didascalica spiegazione che demolisce l'aura di mistero costruita durante il film.
I personaggi sono bene interpretati, con Jesse Eisenberg, Mark Ruffalo e Woody Harrelson a fare la parte dei leoni. Resta un po' di rammarico per lo scarso sviluppo dedicato ad alcuni di loro, in particolare Henley e Jack, a causa del tempo limitato concesso da un prodotto cinematografico: forse una serie TV, anche di poche puntate, avrebbe reso miglior giustizia sia ai personaggi che alla trama.
Now you see me è un buon film di intrattenimento che, nonostante i difetti del finale, regala divertimento e suspence a sufficienza. Il trucco c'è, ma non si vede, e anche i più scettici si troveranno a seguire con attenzione il dipanarsi del piano dei Quattro Cavalieri, in una sorta di remake magico di Colpo grosso capace di incantare e divertire gli spettatori.
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Pier
lunedì 24 ottobre 2011
Quentin Tarantino, professione talent scout
Quando si pensa a Tarantino, si pensa al regista, al re dello splatter, ai suoi celebri dialoghi, a un modo di fare cinema che, al di là dei gusti, ha segnato gli ultimi dieci-quindici anni della settima arte.
Si finisce così per dimenticare una delle più grande doti di Quentin: la capacità di scovare e lanciare giovani talenti, il coraggio di osare laddove molti preferiscono rifugiarsi sul nome che "fa cassetta".
Pensiamo solo a Inglorious Basterds: tre dei ruoli principali sono affidati a un oscuro attore austriaco, una giovane sconosciuta francese e a un attore tedesco naturalizzato irlandese, che a leggerlo così sembra una barzelletta.
Ebbene, dopo due anni il
primo, Christoph Waltz, è diventato uno degli attori più richiesti di Hollywood, dopo aver vinto l'Oscar per il film di Tarantino ed aver prenotato una nomination grazie alla splendida prova offerta nell'ultimo film di Polansk
i.
La seconda, Melanie Laurent è una delle attrici più richieste a livello internazionale, nonchè una star in Francia, e ha già offerto un'altra ottima interpretazione in quel piccolo gioiello che è Il Concerto.
Il terzo, Michael Fassbender, ha interpretato il giovane Magneto in X-Men, stregato la giuria di Venezia con la sua intensa interpretazione in Shame, e ha convinto quanto Viggo Mortensen nell'ultimo film di Cronenberg.

Se a questi aggiungiamo la scoperta di Uma Thurman e il rilancio della carriera di Travolta, capiamo come Tarantino, oltre che un cineasta d'eccezione, sia anche uno straordinario scopritore di talenti, una dote questa forse anche più importante delle sue capacità registiche.
In conclusione, se siete dei giovani attori e volete fare carriera in fretta fate uno squillo a Quintino. Mal che vada farete la fine di Eli Roth, che proprio schifo schifo non fa.
Pier
Si finisce così per dimenticare una delle più grande doti di Quentin: la capacità di scovare e lanciare giovani talenti, il coraggio di osare laddove molti preferiscono rifugiarsi sul nome che "fa cassetta".
Pensiamo solo a Inglorious Basterds: tre dei ruoli principali sono affidati a un oscuro attore austriaco, una giovane sconosciuta francese e a un attore tedesco naturalizzato irlandese, che a leggerlo così sembra una barzelletta.
Ebbene, dopo due anni il
La seconda, Melanie Laurent è una delle attrici più richieste a livello internazionale, nonchè una star in Francia, e ha già offerto un'altra ottima interpretazione in quel piccolo gioiello che è Il Concerto.
Il terzo, Michael Fassbender, ha interpretato il giovane Magneto in X-Men, stregato la giuria di Venezia con la sua intensa interpretazione in Shame, e ha convinto quanto Viggo Mortensen nell'ultimo film di Cronenberg.
Se a questi aggiungiamo la scoperta di Uma Thurman e il rilancio della carriera di Travolta, capiamo come Tarantino, oltre che un cineasta d'eccezione, sia anche uno straordinario scopritore di talenti, una dote questa forse anche più importante delle sue capacità registiche.
In conclusione, se siete dei giovani attori e volete fare carriera in fretta fate uno squillo a Quintino. Mal che vada farete la fine di Eli Roth, che proprio schifo schifo non fa.
Pier
martedì 2 febbraio 2010
Il concerto
Una sinfonia di emozioni
Russia, prima del crollo del muro: Andrei Filipov è il più grande direttore d'orchestra dell'Unione Sovietica e dirige la celebre Orchestra del Bolshoi. Il suo rifiuto di aderire alle linee di partito e cacciare i musicisti ebrei porta al suo licenziamento e alla sospensione del concerto per violino e orchestra di Ciaikovskij su cui aveva speso una vita di lavoro.
Trent'anni dopo lavora ancora al Bolchoi, ma come uomo delle pulizie. Una sera Andrei intercetta casualmente un fax indirizzato alla direzione del Bolshoi: è del Théâtre du Châtelet che invita l'orchestra ufficiale a suonare a Parigi. Andreï decide allora di riunire i suoi vecchi amici musicisti e portarli a Parigi, spacciandoli per l'orchestra del Bolshoi.
Raramente un film riesce a commuovere e divertire allo stesso tempo: Il Concerto vi riesce perfettamente, alternando alla perfezione humour e riflessione, in un crescendo (musicale) che ha il suo apice nel gran finale, in cui si sviluppa una tensione degna dei migliori thriller.
Radu Mihaileanu firma una commedia amara sullo stile del suo film più celebre, Train de vie, mischiando sapientemente critica storica e satira: qui aggiunge anche una riflessione sulla musica e sulle passioni che questa è in grado di generare nell'animo umano. Appagamento e follia, passione e gioia: tutti sentimenti che la musica regala a tutti in modo diverso, a seconda delle inclinazioni e dello stato d'animo.
Il reclutamento degli orchestrali ricorda come struttura quello della banda dei Blues Brothers, e regala dei momenti comici davvero irresistibili. Il gruppo dei gitani colpisce in particolare per vitalità e gioia di vivere, nonchè per la capacità di far ridere in ogni occasione.
Ottimi tutti gli attori, con una menzione speciale per Melanie Laurent, eccellente primo violino, e per il personaggio del vecchio trombettista ebreo, sorta di Abacuc brancaleoniano moderno, semplicemente eccezionale per mimica facciale e poliedricità.
Infine, la musica, vera protagonista del film: mai un concerto era stato rappresentato in modo così vero, e raramente aveva raggiunto tali vette di tensione, commozione e partecipazione dello spettatore. La scena finale è un piccolo capolavoro.
Il concerto è un film corale, che rende lo spettatore partecipe della folle avventura di una sgangherata orchestra di suonatori: il loro sogno diventerà il vostro. Per gli appassionati di cinema, e non solo di musica, un appuntamento da non perdere.
****
Pier
Russia, prima del crollo del muro: Andrei Filipov è il più grande direttore d'orchestra dell'Unione Sovietica e dirige la celebre Orchestra del Bolshoi. Il suo rifiuto di aderire alle linee di partito e cacciare i musicisti ebrei porta al suo licenziamento e alla sospensione del concerto per violino e orchestra di Ciaikovskij su cui aveva speso una vita di lavoro.
Trent'anni dopo lavora ancora al Bolchoi, ma come uomo delle pulizie. Una sera Andrei intercetta casualmente un fax indirizzato alla direzione del Bolshoi: è del Théâtre du Châtelet che invita l'orchestra ufficiale a suonare a Parigi. Andreï decide allora di riunire i suoi vecchi amici musicisti e portarli a Parigi, spacciandoli per l'orchestra del Bolshoi.
Raramente un film riesce a commuovere e divertire allo stesso tempo: Il Concerto vi riesce perfettamente, alternando alla perfezione humour e riflessione, in un crescendo (musicale) che ha il suo apice nel gran finale, in cui si sviluppa una tensione degna dei migliori thriller.
Radu Mihaileanu firma una commedia amara sullo stile del suo film più celebre, Train de vie, mischiando sapientemente critica storica e satira: qui aggiunge anche una riflessione sulla musica e sulle passioni che questa è in grado di generare nell'animo umano. Appagamento e follia, passione e gioia: tutti sentimenti che la musica regala a tutti in modo diverso, a seconda delle inclinazioni e dello stato d'animo.
Il reclutamento degli orchestrali ricorda come struttura quello della banda dei Blues Brothers, e regala dei momenti comici davvero irresistibili. Il gruppo dei gitani colpisce in particolare per vitalità e gioia di vivere, nonchè per la capacità di far ridere in ogni occasione.
Ottimi tutti gli attori, con una menzione speciale per Melanie Laurent, eccellente primo violino, e per il personaggio del vecchio trombettista ebreo, sorta di Abacuc brancaleoniano moderno, semplicemente eccezionale per mimica facciale e poliedricità.
Infine, la musica, vera protagonista del film: mai un concerto era stato rappresentato in modo così vero, e raramente aveva raggiunto tali vette di tensione, commozione e partecipazione dello spettatore. La scena finale è un piccolo capolavoro.
Il concerto è un film corale, che rende lo spettatore partecipe della folle avventura di una sgangherata orchestra di suonatori: il loro sogno diventerà il vostro. Per gli appassionati di cinema, e non solo di musica, un appuntamento da non perdere.
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Pier
mercoledì 7 ottobre 2009
Inglorious Basterds
Quando il (grande) cinema cambia la storia
Seconda Guerra Mondiale: un gruppo di soldati americani di origine ebrea viene paracadutato in Francia con un solo scopo: uccidere e fare lo scalpo al più alto numero possibile di nazisti.
La loro strada si incrocia con quello di un comandante delle SS specializzato nello scovare ebrei e con quella di una ragazza dal passato travagliato. L'incontro non sarà piacevole per nessuno...
Tarantino torna sugli schermi, dopo il pessimo Grindhouse e i due episodi non proprio convincenti di Kill Bill, e lo fa con il suo film migliore dai tempi di Pulp Fiction: dialoghi strepitosi, attori in stato di grazia e citazioni a non finire, da Sergio Leone a Charlie Chaplin, passando per Lubitsch e l'italiano Quel maledetto treno blindato.
Inglorious Basterds è un inno d'amore per il cinema: Tarantino mescola senza timore i generi più disparati, unendo western, commedia brillante e film di guerra. Il risultato è un film folle e geniale, che usa quattro lingue (da applausi a scena aperta la sequenza in italiano) ed è capace di reinventare la Storia, regalando allo spettatore divertimento e suspence. Tarantino riesce a evitare i difetti dei suoi film più recenti, che si dilungavano in citazioni perdendo di vista il senso della trama. Qui tutti i pezzi si incastrano perfettamente, creando un'alternanza di stili e generi che dona al film un aspetto e una struttura assolutamente unici.
Tra gli attori merita una menzione Christoph Waltz, l'interprete del colonnello Alda, semplicemente strepitoso.
Inglorious Basterds è un film da vedere assolutamente, meglio ancora se in lingua originale, in modo da cogliere appieno le sfumature e l'ironia di un Quentin Tarantino tornato finalmente grande.
*****
Pier
Seconda Guerra Mondiale: un gruppo di soldati americani di origine ebrea viene paracadutato in Francia con un solo scopo: uccidere e fare lo scalpo al più alto numero possibile di nazisti.
La loro strada si incrocia con quello di un comandante delle SS specializzato nello scovare ebrei e con quella di una ragazza dal passato travagliato. L'incontro non sarà piacevole per nessuno...
Tarantino torna sugli schermi, dopo il pessimo Grindhouse e i due episodi non proprio convincenti di Kill Bill, e lo fa con il suo film migliore dai tempi di Pulp Fiction: dialoghi strepitosi, attori in stato di grazia e citazioni a non finire, da Sergio Leone a Charlie Chaplin, passando per Lubitsch e l'italiano Quel maledetto treno blindato.
Inglorious Basterds è un inno d'amore per il cinema: Tarantino mescola senza timore i generi più disparati, unendo western, commedia brillante e film di guerra. Il risultato è un film folle e geniale, che usa quattro lingue (da applausi a scena aperta la sequenza in italiano) ed è capace di reinventare la Storia, regalando allo spettatore divertimento e suspence. Tarantino riesce a evitare i difetti dei suoi film più recenti, che si dilungavano in citazioni perdendo di vista il senso della trama. Qui tutti i pezzi si incastrano perfettamente, creando un'alternanza di stili e generi che dona al film un aspetto e una struttura assolutamente unici.
Tra gli attori merita una menzione Christoph Waltz, l'interprete del colonnello Alda, semplicemente strepitoso.
Inglorious Basterds è un film da vedere assolutamente, meglio ancora se in lingua originale, in modo da cogliere appieno le sfumature e l'ironia di un Quentin Tarantino tornato finalmente grande.
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Pier
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