domenica 6 settembre 2026

Telegrammi da Venezia 2026 - #2

Secondo telegramma da Venezia, con adolescenti problematici, fratelli ancora più problematici che riempiono stadi e imparano a perdonarsi, drammi borghesi con punte di surrealismo, e il lato oscuro del successo.


15/18 (A Place To Heal) (Concorso), voto 7.5. Il film racconta con efficacia e sensibilità la quotidianità di ragazze, ragazzi, e personale sanitario di un reparto di neuropsichiatria per adolescenti. Vediamo le loro vittorie, le loro sconfitte, e soprattutto la loro capacità di diventare collettivo e sostenersi l'un l'altro, raccontate con un taglio documentaristico che riesce però a emozionare, focalizzandosi su relazioni e personaggi anziché sulla facile spettacolarizzazione del diverso. Qui la recensione completa scritta per Nonsolocinema.

Succederà Questa Notte (Concorso), voto 6. Nanni Moretti torna a Venezia per la prima volta dal 1989 e lo fa con un nuovo adattamento da Eshkol Nevo, del quale aveva già adattato Tre piani, uno dei film meno morettiani di sempre per tematiche e freddezza stilistica. Succederà questa notte è un film cinematograficamente peggiore di Tre Piani: più disunito, meno coeso, con una tematica meno chiara. Tuttavia, a chi scrive è piaciuto molto di più, perché al suo interno spuntano ogni tanto, come fiumi carsici, momenti di meraviglioso morettismo, dai monologhi/dialoghi di commedia osservazionale (quello sulle campane) ai momenti surreali (le memorie degli amici che si fanno mitologia, il ballo collettivo recentemente visto nel morettianissimo Il sol dell'avvenire). Troppo poco per elevare il film al livello dei migliori di Moretti, ma abbastanza per dargli un'anima ed evitare che lo spettatore (o, quantomeno, questo spettatore) si annoi di fronte all'ennesimo dramma borghese fatto di tradimenti, passioni artistiche non perseguite, e sensi di colpa.

Oasis: Don't Look Back in Anger (Fuori Concorso), voto 7.5. Steven Knight, già autore di Peaky Blinders e Locke, realizza un documentario che non brilla per creatività compositiva, ma centra in pieno il suo cuore emotivo, parlando di ciò che tutti vorrebbero sapere senza affrontarlo esplicitamente, ma lasciando che emerga per sottrazione, superando con la forza di immagini e musica le barriere e le sovrastrutture che i due Gallagher hanno costruito intorno a sé, e restituendoci un ritratto di una tribù e di due fratelli che si ritrovano dopo tanto tempo, e che capiscono che la vera forza sta nel perdonare e nel capire che, forse, la persona che li salverà è sempre stata di fronte a loro. Qui la recensione completa scritta per Nonsolocinema.

Primetime (Concorso), voto 6.5. Il film segue l'ascesa al successo di Chris Hansen, autore e conduttore del programma To Catch a Predator, programma NBC in cui, nei primi anni duemila, venivano incastrati potenziali pedofili. Il successo, però, può diventare un'arma a doppio taglio, che impone di alzare sempre di più il tiro, creando pressioni insostenibili. Lance Oppenheimer gira un film talmente frenetico e cinico da essere a volte nauseante, un Uncut gems ambientato nel mondo della televisione. Pattinson è ipnotico e inquietante nel ruolo di Hansen, e incarna alla perfezione la crescente smania di successo che lo attanaglia. Primetime, però, manca di efficacia nel messaggio: il film cattura l'attenzione e suscita le emozioni desiderate, ma lascia poco al termine della visione.

Pier

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