giovedì 10 settembre 2026

Telegrammi da Venezia 2026 - #5

Quinto telegramma da Venezia, con scienziati che progettano bombe atomiche (no, non quello che pensate), manager con dilemmi etici in aziende che non esistono, madri orribili ma magnetiche, e musical fiabeschi.


DAU (Concorso), voto 4.5. Il film vorrebbe raccontare la vita di Lev Landau, premio nobel per la fisica e costruttore della bomba atomica, ma finisce per essere solo un delirio schizoide. Il regista Ilya Khrzhanovsky confonde l'arte con la provocazione gratuita, realizzando un guazzabuglio diseguale che non riesce nemmeno a essere davvero disturbante: persino Oppenheimer, per rimanere sulla stessa tematica, lascia segni più profondi nell'inconscio dello spettatore, nonostante gli intenti nettamente più commerciali. Khrzhanovsky vorrebbe fare un po' Pasolini, un po' Tarkovskij, ma manca della visione politica e della chiarezza tematica del primo e dell'immaginazione e della poesia del secondo. Qualche bella (bellissima) immagine non basta a salvare un film sconclusionato che sicuramente piacerà a qualcuno che vuole darsi arie da intellettuale: non cascateci.

Un Bon Petit Soldat (Concorso), voto 5. Alba Rohrwacher è una manager delle risorse umane in crisi di coscienza, e ha incredibilmente (quasi) imparato a dire "gioielliere". Film con buone intenzioni e buona resa a livello di intrattenimento, ma che dimostra una scarsa conoscenza della realtà che vorrebbe criticare o parodiare e finisce quindi per essere banale e superficiale nel messaggio. Qui la recensione completa scritta per Nonsolocinema.

Il Fuoco Che Ti Porti Dentro (Concorso), voto 7.5. Edoardo De Angelis adatta il romanzo di Antonio Franchini in modo creativo, rinunciando alla diversità di luoghi e tempi del testo originale e ambientando tutto in una casa alla vigilia di Natale. Questa scelta, insieme a una regia che preferisce inquadrature lunghe e sinuose, con frequenti piani frequenza, consente a De Angelis di far provare allo spettatore la tensione che la presenza di Angela, madre terribile con un fuoco dentro che brucia lei e chi le sta attorno, provoca nella sua famiglia, e in particolare in suo figlio. De Angelis realizza un film sinestetico, in cui lo spettatori percepisce le puzze, gli odori, i sapori bruciati e troppo conditi, un assalto ai sensi che non lascia un attimo di respiro. Il film è molto riuscito, e riesce a suscitare emozioni molto diverse senza mai perdere la bussola: è divertente e ansiogeno, crudele e commovente, e restituisce appieno la complessità di Angela, personaggio memorabile qui portato in vita da Vanessa Scalera in un'interpretazione da Coppa Volpi.

Peau d'Homme (Giornate degli Autori), voto 7. Fiabesco musical francese tratto dall'omonima graphic novel, dove una principessa, promessa sposa a un uomo che non conosce, indossa una pelle magica che la trasforma in un uomo, permettendogli di avvicinarlo e conoscerlo. Il film è leggero e spensierato (anche se affronta - bene - anche temi seri come la parità di genere), un inno all'amore in tutte le sue complessità e in tutti i suoi colori, con una divertita e divertente Catherine Deneuve nella parte di una madrina viveur e cinica.

Pier

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