domenica 12 dicembre 2021
Nowhere Special (In pillole #22)
sabato 12 settembre 2020
Telegrammi da Venezia 2020 - #5
Ultimo telegramma dalla Mostra del Cinema di Venezia, in attesa del Totoleone, con i due film migliori visti fin qui alla Mostra.

I Predatori (Orizzonti), voto 7. Ottimo esordio alla regia per Pietro Castellitto, che racconta due famiglie di "nuovi mostri" con sguardo originale e autoriale, dando vita a una satira sociale dove si ride e ci si dispera, e dove nessuno ottiene, né merita, redenzione.
In Between Dying (Concorso), voto 7. Sulle orme di Béla Tarr, un film dai connotati esistenzialisti, in cui un uomo sembra inseguito dalla Morte mentre va alla ricerca di se stesso. Qui la recensione estesa scritta per Nonsolocinema.
Nomadland (Concorso), voto 9. Uno struggente viaggio nel cuore dimenticato dell'America, tra crisi economica e tentativi di riscoprire i veri valori: un incontro di solitudini che è però fugace, perché la solitudine, forse, non è una costrizione, ma una scelta. Chloé Zhao realizza un film tra il road movie e Ken Loach, che colpisce dritto al cuore grazie anche alla prestazione sublime di Frances McDormand, nomade volitiva che fa del suo minivan una casa con la C maiuscola. Da tenere d'occhio anche in ottica Oscar.
Nowhere Special (Orizzonti), voto 9. Dopo quel piccolo capolavoro di Still Life, Uberto Pasolini torna a Venezia, e fa di nuovo centro con un film semplice, ma potente, in grado di parlare al cuore dello spettatore senza scivolare nei facili pietismi cui la storia (un padre morente cerca una nuova famiglia per il figlioletto) pur si presterebbe. Nowhere Special arriva dritto al cuore perché racconta senza fronzoli una storia autentica, e lo fa attraverso la scrittura e i personaggi, splendidamente tratteggiati e interpretati.
Genus Pan (Orizzonti), voto 7. Dopo il Leone d'Oro del 2016, Lav Diaz torna alla Mostra con un film che indaga la natura umana, e in particolare l'homo homini lupus di hobbesiana memoria: il buono soccombe alla disperazione, all'assenza di speranza, alla corruzione. Il film inizia con un'anabasi, un ritorno a casa che culmina in tragedia, per poi trasformarsi in un thriller politico. Il ritmo è lento, ma non rarefatto, con dialoghi frequenti e fitti, una peculiarità nel cinema di Diaz. Proprio i dialoghi, però, risultano in alcuni momenti superflui, un inutile ciarlare che va a perturbare la struggente bellezza delle immagini.
Per ora è tutto, appuntamento a più tardi per il Totoleone.
Pier
martedì 25 febbraio 2020
Tesori nascosti - #3
1. Kill me please, voto 7.
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2. Killer Joe, voto 9.
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4. Locke, voto 8.
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5. L'estate di Kikujiro, voto 9.5.
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domenica 15 dicembre 2013
Still Life
Come forse ricorderete, quest'anno ho collaborato con Nonsolocinema per la Mostra del Cinema di Venezia.
Per loro ho recensito Still Life, uno dei film migliori che ho visto alla Mostra, vincitore del premio per la miglior regia nella sezione Orizzonti.
Un film toccante ed emozionante, realizzato da un regista italiano atipico, Uberto Pasolini, capace di una delicatezza e di una misura che sembrano sconosciute alla gran parte dei cineasti nostrani. Still Life racconta una storia semplice ma straordinaria per la voglia di vivere che trasmette, con una perfetta commistione di momenti comici ed emozionanti.
Il protagonista possiede un'umanità ormai rara, che lo porta a dedicare il suo tempo e la sua vita a fare in modo che tutti i defunti abbiano almeno qualcuno che si ricorda di loro.
Un piccolo gioiello, una delle sorprese positive di questa stagione cinematografica.
Qui potete trovare la mia recensione completa: Still Life.
Un consiglio: non perdetelo.
****1/2
Pier
