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domenica 3 settembre 2023

Telegrammi da Venezia 2023 - #3

Terzo telegramma da Venezia, tra maestri dell'horror, maestri d'orchestra, sciamani in fieri, sci-fi hitchcockiani, e geni sconsiderati della comicità.


Dario Argento Panico (Venezia Classici), voto 5.5. Interessante documentario su Dario Argento, che manca però di un filo conduttore ben definito e di quella passione per la materia che dovrebbe trasparire da questi lavori. La freddezza del materiale fa sì che chi è già appassionato ad Argento possa goderselo, ma "respinge" chi volesse scoprire il maestro dell'horror per la prima volta.

Thank You Very Much (Venezia Classici), voto 8. Ottimo documentario su Andy Kaufman, folle e geniale comico già reso immortale da Jim Carrey in Man on the Moon. Il film racconta in modo efficace e appassionato la sua vita, i suoi personaggi, il suo carattere del tutto imprevedibile, al punto che, ancora oggi, c'è chi crede abbia finto la propria morte.

City of Wind (Orizzonti), voto 7. Un adolescente che studia per diventare sciamano scopre l'amore, e non sarà più lo stesso. La storia del protagonista è quella del suo paese, la Mongolia, teso tra tradizione e modernità, radici ancestrali e nuovi desideri. Un'opera prima molto interessante, che conquista grazie a un protagonista indovinato e a una bella fotografia.

Maestro (Concorso), voto 7. Al suo secondo film da regista, Bradley Cooper realizza un biopic classico, forse un po' troppo viste le vite poliedriche dei suoi protagonisti, ma ben eseguito, raccontando il rapporto tra Felicia Montealegre e Leonard Bernstein. La fotografia adotta un bellissimo bianco e nero per le prime parti del film, salvo poi spostarsi sul colore per raccontare gli ultimi anni di una coppia artistica tormentata (soprattutto a causa della bisessualità e della depressione di lui) ma unita da un amore più forte delle convenzioni. Ottime prove dei due protagonisti, lo stesso Cooper e un'eccellente Carey Mulligan, vera forza trainante del film.

Theory of Everything (Concorso), voto 8. Come sarebbe la serie Netflix Dark se fosse girata da Alfred Hitchock? La risposta è questo thriller che si muove tra scienza e intrigo con un bianco e nero di stampo hitchockiano, in cui la porta per universi paralleli è nascosta vicino a un hotel nelle montagne svizzere, e misteriosi individui inseguono un protagonista geniale quanto imbelle. Tra Io ti salverò e Il terzo uomo, il film di Timm Kröger cita i grandi classici del genere e li rielabora in chiave filosofico-fantascientifico, realizzando uno dei film più curiosi e spiazzanti del festival. Fotografia splendida, con un uso del bianco e nero degno dei grandi maestri cui il film si ispira.

The Caine Mutiny Court-Martial (Fuori Concorso), voto 7.5. L’ultimo film di William Friedkin, scomparso di recente, è un tesissimo court drama che si concentra su una questione etica centrale nella poetica del regista: il sottile confine tra bene e male, giusto e sbagliato. Qui la recensione completa scritta per Nonsolocinema.

Pier e Simone

martedì 25 febbraio 2020

Tesori nascosti - #3

Torna "Tesori nascosti", la rubrica che segnala film meritevoli di recupero passati inosservati o quasi in Italia.

Ogni film è corredato di voto, informazioni su dove reperire il film, e di un breve commento o un link alla nostra recensione.




1. Kill me please, voto 7.
Generecommedia nera
Anno: 2010
Regista: Olias Barco
DVD: sì, edizione italiana
Streaming: no
Commento: una commedia nera surreale, girata in stile neorealista, con un bianco e nero quasi onirico e continui movimenti di macchina. Il ritmo non è incalzante, ma è compensato da alcune trovate davvero gustose. Qui la recensione estesa.

2. Killer Joe, voto 9.
Genere: commedia nera
Anno: 2011
Regista: William Friedkin
DVD: sì, edizione italiana
Streaming: a noleggio su vari servizi
Commentoun'altra commedia nera, che vira però al thriller. Un film di forte impatto che racconta quell'America senza speranza e senza pietà già descritta dai Coen in Non è un paese per vecchi, in cui l'unica legge è quella della violenza, una violenza metodica, cinica, che si presenta con i modi gentili e rassicuranti di Joe e si trasforma poi nel peggiore degli incubi. Qui la recensione estesa.

3. Still life, voto 9.
Genere: commedia drammatica
Anno: 2013
Regista: Uberto Pasolini
DVD: sì, edizione italiana
Streaming: a noleggio su vari servizi
CommentoUno dei migliori film di registi italiani degli ultimi dieci anni, capace di una delicatezza e di una misura che sembrano sconosciute alla gran parte dei cineasti nostrani. Still Life racconta una storia semplice ma straordinaria per la voglia di vivere che trasmette, con una perfetta commistione di momenti comici ed emozionanti. Qui la recensione estesa.

4. Locke, voto 8.
Genere: drammatico
Anno: 2013
Regista: Steven Knight
DVD: sì, edizione italiana
Streaming: a noleggio su vari servizi
CommentoDall'autore di quel capolavoro del piccolo schermo che è Peaky Blinders, un film interamente ambientato in un'auto, con il mondo esterno che perde consistenza fisica, ed esiste solo attraverso le voci sentite al cellulare. Knight riesce a generare tensione e attesa grazie al solo uso della parola e a un Tom Hardy in stato di grazia. Qui la recensione estesa.

5. L'estate di Kikujiro, voto 9.5.
Genere: commedia drammatica
Anno: 1999
Regista: Takeshi Kitano
DVD: sì, edizione italiana
Streaming: no
Commento: Una trama all'apparenza banale, con un adulto che si trova costretto ad accompagnare un bambino alla ricerca della madre, che manca da casa da parecchi anni. Il loro viaggio si trasforma a poco a poco in qualcosa di più, un'esperienza lirica, divertente, leggera ma al tempo stesso profonda, riflessiva, che non lascera insensibile nemmeno il più arido degli spettatori. Kitano dirige con una leggerezza e una purezza di visione che tolgono il fiato, sorretto anche dalla splendida colonna sonora di Joe Hisaishi.

6. L'infanzia di un capo, voto 9.
Genere: drammatico, storico
Anno: 2015
Regista: Brady Corbet
DVD: sì, edizione italiana
Streaming: no
CommentoUna delle più belle sorprese cinematografiche degli ultimi anni: un film ridondante ma potente, imperfetto ma evocativo, che risveglia emozioni forte nello spettatore e lo costringe a fare qualcosa cui il cinema contemporaneo sembra aver rinunciato: riflettere. Qui la recensione estesa.

7. Sunshine cleaning, voto 7.
Genere: commedia drammatica
Anno: 2008
Regista: Christine Jeffs
DVDsì, edizione italiana
Streaming: Prime Video
Commento: Due sorelle, per sbancare il lunario, si specializzano in un'attività peculiare: la pulizia delle scene del crimine. Un film che bilancia perfettamente dramma e commedia e che, pur non brillando per originalità registica, offre un'ottima prova corale (d'altronde il cast è d'eccezione: Amy Adams, Emily Blunt, e Alan Arkin) e numerosi spunti di riflessione sulla famiglia e sulla mortalità, grazie anche a una sceneggiatura vivace e mai banale.

Pier

sabato 13 ottobre 2012

Killer Joe

Violenza e innocenza
 


Chris, un giovane spacciatore del Midwest statunitense, deve racimolare in fretta seimila dollari  per pagare il suo debito con il cartello della droga. Disperato, si accorda con il padre e la famiglia per uccidere la madre, scappata da tempo con un altro uomo: la donna è infatti titolare di un'assicurazione sulla vita di 50.000 dollari a favore della sorella di Chris, Dottie, e quella cifra risolverebbe tutti i loro problemi. Per svolgere il compito, la famiglia assume "Killer Joe" Cooper, poliziotto con l'hobby dell'assassinio a pagamento, il quale accetta in cambio di parte del denaro e della possibilità di andare a letto con Dottie. Chris accetta, ma lui e la famiglia scopriranno troppo tardi che la vicenda non è semplice come avevano pensato.

William Friedkin torna alla regia dopo cinque anni di inattività, e lo fa con un film già diventato un piccolo cult, che esce in Italia con un anno di ritardo per i soliti misteri distributivi nostrani.
Il pezzo forte è la sceneggiatura firmata da Tracy Letts (autore anche dell'opera teatrale), che unisce dialoghi che rasentano la perfezione, una suspense crescente e un finale eccezionale, con una scena che è già di diritto nell'olimpo del genere noir/pulp. Ad accompagnarla c'è una fotografia livida e di impatto, che ritrae il lato oscuro della "pancia" dell'America, un Midwest fatto di luci e ombre, sempre sospeso tra violenza, crimine e sensualità, in una tensione insostenibile che non può far altro che esplodere.

Friedkin amalgama sapientemente questi elementi e crea un film di forte impatto emotivo che riscrive le regole di noir e pulp, sposando l'asciuttezza del primo con la potenza delle immagini del secondo, senza scivolare in inutili spargimenti di sangue nè perdere di vista il sottile umorismo che permea entrambi i generi.
Il regista si distingue anche per il suo sapiente lavoro con gli attori, con Matthew McConaughey che sfodera una prestazione d'attore eccellente, regalandoci un Killer Joe cinico, spietato, ma soprattutto vero. Ottimo anche Emile Hirsch, anche se a spiccare particolarmente è il sofferto stupore di Thomas Haden Church, marito e padre travolto dalla vita e destinato a vedere infrangersi ogni suo sogno, progetto e affetto.

Killer Joe è un film forte e di impatto, che racconta quell'America senza speranza e senza pietà già descritta dai Coen in Non è un paese per vecchi, un'America in cui la solidarietà non esiste più e l'unica legge è quella della violenza, una violenza metodica, cinica, che si presenta con i modi gentili e rassicuranti di Joe e si rivela poi il peggiore degli incubi.

****1/2 

 Pier