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venerdì 6 giugno 2014

Maps to the Stars - Lo sconsiglio: puntata 15

Maps to the Stars



 Con questo film, Cronenberg entra di diritto nel gruppo "grandissimi registi rimbambiti dal passare degli anni", di cui fa parte da ormai qualche anno Ridley Scott.

Un insulso melò che mischia paranormale, gioventù bruciate e complessi edipici che manco Freud. E sbadigli, tantissimi sbadigli.

Livello di sconsiglio: Massimo (*****)


giovedì 15 maggio 2014

Solo gli amanti sopravvivono

Vampiri e Romanticismo



Adam è un musicista underground con un nutrito seguito di fan che non ne conoscono però il volto. Vive recluso in una casa in periferia di Detroit, dove colleziona chitarre d'epoca e si dedica appieno alla sua arte. Eva vive a Tangeri, immersa in libri e stoffe pregiate, e si incontra quotidianamente Christopher Marlowe, il drammaturgo elisabettiano, preso il Caffè "Le Mille e una Notte". Adam ed Eve sono vampiri, e si amano ormai da diversi secoli. Periodicamente l'uno fa visita all'altro, e i due si abbandonano a un rapporto fatto del reciproco amore per l'arte, il bello, e per una vita insieme destinata a non finire mai.

Dimenticate i ridicoli sbrilluccichi di Twilight, i combattimenti di Blade e persino la raffinata e riuscita decadenza gotica di Dracula di Bram Stoker e Intervista col Vampiro: Solo gli amanti sopravvivono è una rivisitazione del tutto originale del mito del vampiro, visto non più come individuo tormentato dalla propria condizione, ma come unico essere in grado di apprezzare la bellezza del mondo e delle creazioni umane. La vita eterna dona prospettiva e capacità di focalizzarsi sulle cose importanti, come arte, letteratura e scienza, anzichè fare come gli umani, gli "zombie" come li chiama Adam, incapaci di ricordare il proprio passato e di apprezzare il bello intorno a loro, intrappolati in una vita grigia, buia e senza futuro.

Jarmush usa il mito del vampiro per fare critica sociale, calando i due protagonisti in due città decadenti e crepuscolari, la Detroit martoriata dalla crisi di Adam e la Tangeri corrotta, soffocante e immobile di Eve. I due vampiri diventano così allo stesso tempo i primi e gli ultimi esponenti di una nuova specie, moderni Adamo ed Eva che si muovono sull'orlo di una società in rovina, cercando di venirne toccati il meno possibile. Il pessimismo cosmico di Jarmush si estende a tutte le specie, con la sorella di Eve (un'ottima Mia Wasikowska) a rappresentare il lato deviato dei vampiri, un edonismo che smette di essere contemplazione e amore per le cose belle per diventare lussuria senza freni.

Il mondo in cui si muovono i protagonisti è immobile, intrappolato in un eterno ritorno, un cerchio in cui tutto è punto di inizio e punto di fine, e solo chi sa amare, amare davvero la vita sopravvive. Il Romanticismo che pervade l'opera di Jarmush è al tempo stesso la sua forza e il suo limite, dato che dona al film l'atmosfera decadente e intellettuale che lo rende unico, ma è anche la causa della lentezza del ritmo e della narrazione. Per quanto la staticità della messa in scena sia senza dubbio una scelta voluta, la lentezza finirebbe per azzoppare il film se non fosse per lo straordinario lavoro di caratterizzazione dei personaggi. Adam ed Eve hanno una profondità psicologica e una ricchezza di dettaglio senza precedenti nei film di genere, e sono sorretti dalle due sublimi interpretazioni di Tom Hiddleston e Tilda Swinton.
Questo, insieme a una fotografia sontuosa e a una colonna sonora notturna e avvolgente, rappresenta il vero punto di forza del film, il soffio vitale che dona un'anima alla creatura di Jarmush ed evita che rimanga solo una superficiale speculazione intellettuale.

Solo gli amanti sopravvivono è un film d'autore con la "a" maiuscola, intriso della poetica e delle riflessioni che caratterizzano i film del regista statunitense. Il tocco delicato con cui ci accompagna nell'infinita notte delle esistenze di Adam ed Eve è unico e inconfondibile, e crea un armonico contrasto con la durezza delle immagini delle città e dell'umanità in rovina, rispecchiando il contrasto insito nella figura del vampiro tra morte del corpo e vitalità dell'anima.

**** 1/2

Pier

mercoledì 23 marzo 2011

I ragazzi stanno bene

Una divertente famiglia allargata



Nic e Jules sono una coppia lesbica di mezza età. Hanno due figli, Joni e Laser, ottenuti grazie all'inseminazione artificiale e utilizzando sempre lo stesso donatore anonimo. Quando Joni compie diciotto anni, lei e il fratello decidono di scoprire l'identità del proprio padre biologico. Scoprono infine che è Paul, un donnaiolo amante dell'indipendenza e proprietario di un ristorante nella periferia di Los Angeles. Il rapporto tra loro cresce di intensità, e quando Nic e Jules lo scoprono non possono fare altro che accettare Paul all'interno del nucleo familiare.

I ragazzi stanno bene è la tipica commedia indipendente americana, che tratta un tema delicato come le coppie e le adozioni omosessuali con leggerezza e simpatia, senza per questo rinunciare a mandare un piccolo ma significativo messaggio. La sceneggiatura è ritmata e ben costruita, i personaggi ben delineati, la trama scorrevole. Il finale lascia un po' l'amaro in bocca, non tanto per gli avvenimenti quanto per il fatto che sembra affrettato, inespresso, quasi inconcludente.

Tutti gli attori sono perfetti, con Annette Bening e Mark Ruffalo che spiccano per naturalezza e intensità, laddove Julianne Moore, pur brava, sembra a volte recitare se stessa. I due ragazzi, alla prima vera vesperienza nel cinema "reale" dopo i fantasy che li hanno resi famosi, offrono una prova di grande sostanza, che lascia presagire per entrambi un ottimo futuro.

I ragazzi stanno bene è una buona commedia cui mancano però quella cattiveria e quello humor che le avrebbero dato una marcia in più, esaltando ulteriormente la bravura degli attori.

***

Pier

domenica 7 marzo 2010

Alice in Wonderland

Le Meraviglie secondo Burton



L'Alice che tutti conosciamo è cresciuta, ha ormai diciotto anni ed è in procinto di sposarsi: proprio al momento di accettare la proposta del suo fidanzato, tuttavia, Alice fugge e cade nuovamente nel Paese delle Meraviglie. In sua assenza la Regina di Cuori è diventata la padrona assoluta del Paese, riducendolo in schiavitù. Solo Alice, secondo una profezia, potrà riportare la pace e la libertà nel Paese. Per farlo dovrà però affrontare numerose prove e rivedere vecchi amici e nemici.

Tim Burton reinventa l'universo creato da Lewis Carroll e lo trasforma dal sogno di una bambina nello specchio delle ansie e delle inquietudini di una diciottenne in procinto di fare un passo che, forse, è più grande di lei.
Le trovate di Burton sono come sempre visivamente eccezionali (Stregatto su tutti) e la trama è scorrevole ed accattivante: manca tuttavia lo spunto creativo che caratterizza molti altri suoi film, da Edward mani di forbice a Big Fish.

Come già accaduto ne La fabbrica di cioccolato, il fatto di confrontarsi con un romanzo celeberrimo limita la creatività del regista, che può dare libero sfogo alla sua fantasia solo nella realizzazione di ambienti e personaggi ma non nella loro caratterizzazione. L'unica eccezione è costituita dal Cappellaio Matto, magnificamente interpretato da Depp, che acquisisce uno spessore e un'importanza assai maggiori rispetto a quelli concessigli da libro e precedenti adattamenti cinematografici.

Il film è comunque piacevole, e ha la sua forza più nella qualità e nella bellezza delle immagini che nella trama, che non delude del tutto ma ha dei passaggi alquanto scontati, soprattutto nel finale.
Il fascino della storia di Carroll e la fantasia di Burton creano un mix affascinante e incantato, cui però mancano quella magia e quelle emozioni che le opere del regista solitamente dispensano a piene mani.

**1/2

Pier