martedì 10 marzo 2026

Il Filo del Ricatto - Dead Man's Wire (In pillole #37)

Temete l'ira dei mansueti


Gus Van Sant torna alla regia dopo sette anni e lo fa con una commedia-thriller tratta da una storia vera, in un'operazione che ricorda quella operata da Richard Linklater (regista tematicamente simile a Van Sant, e come lui solitamente lontano da questo genere) con Hitman, presentato due anni fa proprio a Venezia. 

Il film racconta l'assurda storia del sequestro del banchiere Richard Hall, figlio di M.L. Hall, il presidente di Meridian Mortgage Co., da parte di Tony Kiritsis: il gesto di un pazzo, come cercarono di farlo passare, o una giusta rivolta proletaria contro lo strapotere del capitale che lo aveva imbrogliato nella compravendita di un terreno? Raccontato con la giusta dose di humor nero, Dead Man's Wire è un'attenta esplorazione della psiche umana e di quanto poco basti per far "impazzire" un uomo probo e onesto. 

Van Sant esibisce una chiara e sacrosanta favorevolezza alle posizioni di Kiritsis, interpretato con il giusto mix di follia, logica ed empatia da un ottimo Bill Skarsgard. Kiritsis emerge come il perfetto esempio del "piccolo uomo" truffato dalle grandi banche e dal sistema capitalistico in generale, perfettamente incarnato dal M.L. Hall, un Al Pacino magistrale, cinico al punto di essere disposto a sacrificare il figlio piuttosto che accontentare le richieste del sequestratore e abbandonare la sua vacanza in Florida.

Van Sant non rinuncia a raccontare il ruolo dei media nel modificare la percezione della realtà, con Kiritsis che insiste per raccontare la sua storia in diretta radiofonica a sequestro in corso e che chiede non soldi ma ammissioni di colpa, armato dell'incrollabile (e non infondata) certezza che, se non lo farà lui, nessuno racconterà la sua storia. Kiritsis prende possesso della sua narrativa e, nel farlo, riesce ad attirarsi le simpatie dell'opinione pubblica. 

Il sistema, alla fine, trova il modo di salvarsi e perpetuarsi. Tuttavia, con la storia di Dead Man's Wire Van Sant realizzando un film che diverte ma porta anche avanti una forte posizione politica, mostrando al pubblico quanto poco basterebbe per far saltare il banco e far vedere a tutti che il re, in fondo, è nudo.

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Pier

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