Nuova puntata di Nuovo Cinema Paravirus, la rubrica che vi suggerisce film da vedere in quarantena.
Il genere di oggi è il biografico.
I film segnalati sono:
1) Wolf of Wall Street (disponibile su Netflix, Timvision, e RaiPlay). Un'allegoria dell'avidità e del sistema capitalistico, qui personificato da Jordan Belfort: una storia talmente grottesca, la sua, che sembrerebbe una parodia, se non fosse completamente vera. Scorsese gira un film militante, in cui la trama esilarante e i personaggi al limite del caricaturale nascondo una realtà marcia e terribilmente reale. Qui la recensione completa.
2) Io non sono qui (disponibile a noleggio su vari servizi). Il racconto della poliedrica personalità di Bob Dylan attraverso sei personaggi, sei vite parallele che rappresentano altrettanti momenti nella vita e nella carriera di Dylan. Todd Haynes mischia stili, suggestioni, stili di ripresa, unendo il surrealismo felliniano alla poesia di Rimbaud, al western, e ad atmosfere oniriche lynchiane, e creando un capolavoro assoluto che, come Dylan, è uno, nessuno e centomila. Imprescindibile.
3) Saving Mr Banks (disponibile su Disney+). Il racconto dell'estenuante trattativa tra Walt Disney e Pamela Travers per acquisire i diritti cinematografici del suo libro, Mary Poppins non brilla per originalità, ma è sorretto da una trama forte e personaggi ben tratteggiati e interpretati da Tom Hanks ed Emma Thompson, e regala allo spettatore quello che promette: sorrisi, lacrime, e una favola senza tempo. Qui la recensione completa.
A domani per la trentatreesima puntata!
Pier
Visualizzazione post con etichetta Emma Thompson. Mostra tutti i post
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martedì 14 aprile 2020
mercoledì 12 aprile 2017
La Bella e la Bestia (In pillole #9)
Money as old as time
Le ragioni per fare un remake de La Bella e la Bestia con attori in carne e ossa erano sfuggenti fin all'annuncio del progetto, e la visione non fuga i dubbi ma, anzi, li rinforza: a che pro realizzare un film che aggiunge pochissimo alla storia originale, sacrificando a un maggiore (e ridondante) approfondimento psicologico dei personaggi l'espressività dei personaggi stessi?
Davvero il passato di Belle e della Bestia è più importante, in quella che è comunque una fiaba, della vitalità e della simpatia trasmessa da Lumière e dagli altri abitanti del castello? Se ne Il libro della giungla la computer grafica aveva raggiunto nuove vette di eccellenza e realismo (ottenendo un sacrosanto Oscar), qui il realismo risulta una palla al piede, che indebolisce il film anziché arricchirlo, rendendo freddi e poco empatici personaggi che fanno di simpatia ed espressività il proprio punto forte, con la Bestia e Lumière che risultano i più penalizzati.
E dire che il film, al netto del paragone con l'originale, è pure ben realizzato. In particolare, il comparto visivo è d'eccellenza, con una fotografia splendida e costumi e scenografie perfette per realizzazione ed capacità evocativa. Gli attori offrono buone prove, con Emma Watson che se la cava più che dignitosamente con il canto (in originale) e Luke Evans che dà vita a un Gaston esilarante, mentre lo stellare cast di doppiatori riesce a infondere vita ai freddi arredi del castello. Anche le musiche realizzate appositamente per il remake convincono, inserendosi armoniosamente nella partitura originale.
Rimane, quindi, l'interrogativo iniziale, di cui ahimé conosciamo fin troppo bene la risposta, che non è altro che la storia più vecchia del mondo: i soldi. Tuttavia, sarebbe auspicabile che la Disney scegliesse meglio i prossimi classici da trasporre in live action, identificando quelli che possono essere arricchiti dalla computer grafica e da una sceneggiatura più "adulta" (Peter Pan, Aladdin, Hercules) e lasciando invece in pace quelli che rischiano di perdere le doti che li hanno resi celebri.
** 1/2
Pier
Le ragioni per fare un remake de La Bella e la Bestia con attori in carne e ossa erano sfuggenti fin all'annuncio del progetto, e la visione non fuga i dubbi ma, anzi, li rinforza: a che pro realizzare un film che aggiunge pochissimo alla storia originale, sacrificando a un maggiore (e ridondante) approfondimento psicologico dei personaggi l'espressività dei personaggi stessi?
Davvero il passato di Belle e della Bestia è più importante, in quella che è comunque una fiaba, della vitalità e della simpatia trasmessa da Lumière e dagli altri abitanti del castello? Se ne Il libro della giungla la computer grafica aveva raggiunto nuove vette di eccellenza e realismo (ottenendo un sacrosanto Oscar), qui il realismo risulta una palla al piede, che indebolisce il film anziché arricchirlo, rendendo freddi e poco empatici personaggi che fanno di simpatia ed espressività il proprio punto forte, con la Bestia e Lumière che risultano i più penalizzati.
E dire che il film, al netto del paragone con l'originale, è pure ben realizzato. In particolare, il comparto visivo è d'eccellenza, con una fotografia splendida e costumi e scenografie perfette per realizzazione ed capacità evocativa. Gli attori offrono buone prove, con Emma Watson che se la cava più che dignitosamente con il canto (in originale) e Luke Evans che dà vita a un Gaston esilarante, mentre lo stellare cast di doppiatori riesce a infondere vita ai freddi arredi del castello. Anche le musiche realizzate appositamente per il remake convincono, inserendosi armoniosamente nella partitura originale.
Rimane, quindi, l'interrogativo iniziale, di cui ahimé conosciamo fin troppo bene la risposta, che non è altro che la storia più vecchia del mondo: i soldi. Tuttavia, sarebbe auspicabile che la Disney scegliesse meglio i prossimi classici da trasporre in live action, identificando quelli che possono essere arricchiti dalla computer grafica e da una sceneggiatura più "adulta" (Peter Pan, Aladdin, Hercules) e lasciando invece in pace quelli che rischiano di perdere le doti che li hanno resi celebri.
** 1/2
Pier
venerdì 14 marzo 2014
Saving Mr. Banks
Una favola moderna
Los Angeles, inizio anni '40. Walt Disney promette a sua figlia che realizzerà un film tratto da Mary Poppins, il personaggio ideato dalla scrittrice Pamela Lyndon Travers. Vent'anni dopo, Disney non è ancora riuscito a mantenere la promessa per via dell'ostinato rifiuto della scrittrice di cedergli i diritti. Determinato a girare il film, Disney invita la scrittrice a Los Angeles, per farla partecipare in prima persona alla stesura della sceneggiatura, concedendole anche un controllo artistico pressochè totale. Miss Travers, spinta dal suo agente e dalle ristrettezze economica, accetta l'invito, ma il suo atteggiamento ostile verso le produzioni disneyane e la ferocia dimostrata nel difendere l'integrità del suo lavoro renderanno la collaborazione con Disney una vera impresa.
Tratto dalla storia vera del rapporto tra Travers e Disney, Saving Mr. Banks pone però l'accento su un altro tipo di relazione, quella tra padre e figli. Da un lato abbiamo Walt Disney, determinato a mantenere la promessa fatta alla figlia; dall'altra abbiamo Pamela Travers, per cui la storia di Mary Poppins non rappresenta solo una creazione artistica, ma un ricordo agrodolce della propria infanzia e, in particolare, dell'adorato padre. Attraverso una continua alternanza tra presente e passato scopriamo a poco a poco la genesi di Mary Poppins, raccontata attraverso gli occhi di Pamela bambina, che passa dal vedere il padre come un cavaliere in sella al suo bianco destriero a comprenderne l'umana debolezza, accentuata da un lavoro che detesta e da una fantasia tanto splendida e prolifica da rendere insopportabile l'aridità del mondo reale.
Il film procede sui toni di un classico Disney, dosando sapientemente risate e commozione, senza però scivolare in scene da lacrima facile o eccessi di retorica. L'equilibrio è garantito sia da una sceneggiatura ben curata e scorrevole, sia dalle splendide interpretazioni dei due protagonisti. Tom Hanks interpreta Disney senza eccedere in gigioneria, trasmettendo la naturale simpatia del personaggio ma riuscendo al tempo stesso a farne intuire la natura autoritaria e poco aperta al compromesso. A brillare però è l'interpretazione di Emma Thompson, scandalosamente ignorata nelle nomination degli Oscar, che unisce un'irresistibile verve comica tipicamente british alla capacità di emozionare con un solo sguardo, un silenzio, una parola non detta. Accanto a loro troviamo un Paul Giamatti solo apparentemente banale, ma in grado di regalare un momento davvero toccante per dignità e assenza di autocommiserazione, e un Colin Farrell , le cui sopracciglie perennemente tristi si adattano perfettamente a un personaggio alcolista e sognatore.
Saving Mr. Banks è un film realizzato con sapienza, che non brilla per originalità ma per la forza della trama e dei personaggi, e per la capacità di regalare allo spettatore quello che promette: sorrisi, lacrime, e una favola senza tempo.
****
Pier
giovedì 24 giugno 2010
Tata Matilda e il grande botto
Divertimento per i più piccoli
Quando una famiglia è divisa o in difficoltà riceve la visita della magica Tata Matilda, una Mary Poppins vecchia, brutta e scorbutica, che ringiovanisce man mano che i piccini imparano le lezioni che lei impartisce.
Da un classico inglese per l'infanzia Emma Thompson ricava una deliziosa favola tagliata su misura per lei, perfetta nel ruolo dell'inflessibile Tata alle prese con torme di marmocchi indisciplinati.
La aiutano egregiamente altri eccellenti attori british, con Maggie Smith anziana svampita, Ralph Phiennes zio snaturato e Ewan McGregor padre e marito amorevole ma disperso in battaglia.
La storia diverte con trucchi, magie e animali parlanti. Non mancano i "cattivi" goffi e pasticcioni, parenti serpenti e tutti gli ingredienti che servono per creare una storia accattivante.
Il ritmo è incalzante e non scende mai di tono, regalando ad ogni momento portenti, prodigi e clamorosi cambiamenti.
Una bella favola per bambini, cresciuti e non, e in generale per chi ha ancora il gusto di farsi divertire e incantare da una storia semplice ma deliziosa, fatta di buoni sentimenti e di insegnamenti impartiti con il sorriso.
***1/2
Pier
Quando una famiglia è divisa o in difficoltà riceve la visita della magica Tata Matilda, una Mary Poppins vecchia, brutta e scorbutica, che ringiovanisce man mano che i piccini imparano le lezioni che lei impartisce.
Da un classico inglese per l'infanzia Emma Thompson ricava una deliziosa favola tagliata su misura per lei, perfetta nel ruolo dell'inflessibile Tata alle prese con torme di marmocchi indisciplinati.
La aiutano egregiamente altri eccellenti attori british, con Maggie Smith anziana svampita, Ralph Phiennes zio snaturato e Ewan McGregor padre e marito amorevole ma disperso in battaglia.
La storia diverte con trucchi, magie e animali parlanti. Non mancano i "cattivi" goffi e pasticcioni, parenti serpenti e tutti gli ingredienti che servono per creare una storia accattivante.
Il ritmo è incalzante e non scende mai di tono, regalando ad ogni momento portenti, prodigi e clamorosi cambiamenti.
Una bella favola per bambini, cresciuti e non, e in generale per chi ha ancora il gusto di farsi divertire e incantare da una storia semplice ma deliziosa, fatta di buoni sentimenti e di insegnamenti impartiti con il sorriso.
***1/2
Pier
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