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venerdì 10 aprile 2020

Nuovo Cinema Paravirus - Puntata 28

Nuova puntata di Nuovo Cinema Paravirus, la rubrica che vi suggerisce film da vedere in quarantena.



Il genere di oggi è la commedia drammatica.

I film segnalati sono:

1) Io e Annie (disponibile su Sky). Il capolavoro di Woody Allen, quello che unisce al suo solito, inconfondibile humor una creatività registica e visiva mai realmente raggiunta in altre sue opere. Un grande classico, da vedere e rivedere. Qui la recensione completa.

2) Il giovedì (disponibile su Prime Video). Opera minore e un po' dimenticata nella produzione del grande Dino Risi, ma che non ha nulla da invidiare ai suoi capolavori per risate, introspezione, e quella malinconia che Risi sapeva esprimere come pochi altri. Un grande Walter Chiari, a una delle sue migliori interpretazioni, interpreta un padre che cerca di riconnettersi con il figlio in un caldo giovedì estivo.

3) Inside Out (disponibile su Disney+). Un film geniale, toccante, in grado di trasportarci all'interno della mente di un'adolescente con una genialità visiva e narrativa senza precedenti, offrendoci una storia che diverte e commuove come solo la Pixar (e in particolare Pete Docter) sa fare. Qui la recensione completa.

A domani per la ventinovesima puntata!

Pier


martedì 22 dicembre 2009

Rivediamoli - Fargo

Un turbine di violenza in un contesto tragicomico


Jerry Lundegaard è un venditore di automobili in un concessionario di Minneapolis. Ha il senso degli affari, ma per far fronte a problemi economici, decide di inscenare il rapimento della moglie per ottenere i soldi del riscatto dal cognato ricco. Il fatto ha effettivamente luogo, ma non va liscio come Jerry aveva previsto e si trasforma in una carneficina che si interromperà solamente alla fine, con l'arresto di colui che, da principio, ha dato via al circolo virtuoso di morti.

I Coen inscenano una storia dipingendola inizialmente come reale, dichiarando esplicitamente che i fatti sono realmente accaduti, e alla fine si smentiscono, sottolineando che nulla ha effettivamente avuto luogo. Tra verità e finzione, il film si snoda con efficacia narrativa attraverso un'approfondita e cinica descrizione di tutti i personaggi del film, dall'imperdonabile protagonista, venditore paurosamente normale capace di cose impensabili, alla moglie-vittima, fatta morire come un cane senza degnarla di una scena finale, dal tenente, insensibile all'orrore delle morti violenti e che non perde occasione per ingozzarsi come un maiale con un marito disgustoso, al padre della povera donna rapita, avido e senza scrupoli, attaccato più ai soldi che alla figlia in pericolo.

In uno scenario desolato, con il freddo della neve e della nebbia che sembra uscire dallo schermo per avvolgere chi guarda, i Coen si divertono a inondare la storia di cinismo e violenza, sempre alla ricerca di quell' humor nero che spiazza uno spettatore incredulo e divertito. Ma il loro più grande merito è stato quello di esprimere, attraverso questa storia puramente cinematografica, il loro odio verso una moderna società americana, tanto distaccata e fredda nei rapporti umani, quanto schiava del dio denaro, con poco da dire, se non annuire e far finta di commuoversi per le disgrazie altrui o predicando il bene demagogico senza crederci davvero fino in fondo.

Sicuramente tra i più bei film dei Coen, se non il migliore, Fargo ironizza sulla tragedia come se fossimo talmente saturi e abituati alle morti violenti e ai complotti che non esisterebbe nessun altro modo originale per raccontarli. Un film di impatto visivo e narrativo, ancora moderno dopo quasi quindici anni; il classico film che chiunque vedrebbe e rivedrebbe senza mai coglierne fino in fondo un senso completamente razionale.

*****
Alessandro

giovedì 26 novembre 2009

Rivediamoli - Io e Annie

Woody al suo meglio



Io e Annie (1977) è una delle commedie più divertenti e originali di sempre, come provano anche i quattro Oscar vinti (film, regia, sceneggiatura e attrice protagonista) per un genere che è quasi sempre snobbato dall'Academy. Grazie a questo film, Woody Allen fu definitivamente consacrato tra i grandi di Hollywood.

La storia è tipicamente alleniana: il comico Alvy Singer si è lasciato con Annie dopo un anno circa di relazione: decide allora di raccontare la storia del loro rapporto, nel tentativo di capire perché sia naufragato e quanto abbiano pesato le sue nevrosi infantili. Tra confessioni, nevrosi e segreti, Alvy ripercorre l'evoluzione del loro amore, dai primi momenti felici fino alla separazione.

Prima vera commedia di Allen, Io e Annie è certamente ancora oggi uno dei suoi film più riusciti. La perfetta sceneggiatura è sorretta da una regia creativa e visionaria, ricca di trovate geniali. Memorabile uno dei dialoghi tra Woody e Diane Keaton, in cui i sottotitoli vengono utilizzati per esprimere quello che realmente pensano i personaggi: la comicità generata dalla discordanza tra parole e testo è notevole, e l'espediente aiuta anche a conoscere meglio i due protagonisti.
Altri momenti degni di nota sono i rapporti sessuali tra i protagonisti, in cui Annie si "sdoppia" per rappresentare la sua assenza e il suo disinteresse nel fare l'amore con Alvy.
La scena migliore rimane probabilmente quella al cinema, in cui Alvy si lamenta del pomposo spettatore in fila davanti a lui: il dialogo immaginario tra i due è bellissimo e innovativo, e sarà imitato da molti film successivi.

La caratteristica principale del film è la continua interazione del protagonista con gli spettatori: Allen imposta il film come un monologo interiore, una sorta di seduta psicoanalitica in cui lui è il paziente e il pubblico il medico. La confessione come catarsi rimarrà un tema ricorrente nella cinematografia alleniana, così comenella letteratura hiddish: basti pensare ai romanzi di Philip Roth o, più recentemente, a La versione di Barney di Mordecai Richler.

Io e Annie è anche il primo film in cui Allen interpreta il suo personaggio più classico, l'intellettuale ebreo newyorkese: in particolare, il monologo iniziale di Alvy potrebbe essere assunto come manifesto del cinema di Woody, in quanto in pochi minuti vi sono rappresentate tutte le sue nevrosi, le sue frustrazioni e la sua irresistibile autoironia.
Diane Keaton è una perfetta controparte, in grado di rivaleggiare con il regista-attore in quanto a cinismo, piccole follie e sarcasmo.

Io e Annie è un film originale e visionario, che mantiene però l'irresistibile vena comica dei primi lavori alleniani, in un perfetto connubio tra sperimentalismo e intrattenimento. Nel suo genere, una vera perla.

Pier