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sabato 5 settembre 2026

Camp Miasma - Adolescenza, Sesso e Morte

Guardare ed essere guardati


Kris è una regista queer di 29 anni. Ha ottenuto un po' di attenzione con un film molto intellettuale, un omaggio a Psycho ma dalla prospettiva della tenda della doccia. Un grande studio hollywoodiano le affida il reboot di una saga horror slasher, Camp Miasma, per adattarla allo spirito dei tempi e privarla degli elementi più controversi e transfobici. Kris è ossessionata dalla final girl della saga, e cerca di mettersi in contatto con l'attrice che la interpretava, Billy Presley, che da allora si è ritirata dalle scene. A sorpresa, Billy accetta di incontrarla, e la invita nel luogo dove vive, che è proprio il set del primo Camp Miasma

Cosa significa davvero "guardare"? Questa la domanda che attraversa tutto il cinema di Jane Schoenbrun, una regista con una carriera relativamente breve - solo tre film all'attivo, compreso Camp Miasma - eppure già dotata di uno stile unico e immediatamente riconoscibile. Nel film che l'ha fatta notare al pubblico, Ho visto la TV brillare (se non lo avete visto, vale il recupero) la storia si incentrava su una serie TV chiaramente ispirata a Buffy, e su come guardarla ossessivamente avesse cambiato la vita del protagonista.

In Camp Miasma, Schoenbrun riprende questo discorso e lo sviluppa ulteriormente, realizzando una riflessione metanarrativa su cosa sia il cinema e su come sia sottile la differenza tra guardare ed essere guardati. Per farlo si rifà a David Lynch, forse l'influenza più chiara sul suo cinema, ma anche al maestro del cinema sullo sguardo, Alfred Hitchcock, citato letteralmente nelle prime sequenze e spiritualmente per tutto il film. Lo sguardo è centrale nel cinema di Hitchcock, che soprattutto in Vertigo ne evidenzia l'ambiguità e la carica predatoria e sensuale, in cui guardare ed essere guardati innescano meccanismi che smettono di parlare al razionale per comunicare direttamente al subconscio.

Schoenbrun fa sua questa lezione e crea un film che è una continua dialettica tra osservare ed essere osservati, mente e corpo, ragione e istinto. Kris vive nella sua testa, sovranalizza tutto, riesce a riconoscere le emozioni e il desiderio ma non riesce a viverle. Vuole scrivere uno slasher che decostruisce le regole dello slasher, un esercizio intellettuale che tiene lontane le emozioni per giocare con la grammatica cinematografica. Il cinema per Kris è osservazione, analisi, la possibilità di guardare da lontano, senza mettersi davvero in gioco: come un entomologo osserva le formiche, lei osserva i personaggi e le tecniche cinematografiche. 

L'incontro con Billy cambia le carte in tavola: Kris comincia a conoscere progressivamente il suo corpo, ad abbandonarsi ai suoi desideri e pulsioni senza sovranalizzarle. Da osservatrice diventa osservata, da creatrice di una storia ne diventa protagonista, in una spirale di co-creazione che si avvolge su se stessa senza avere né inizio né fine (Is it future, or is it past?, direbbe David Lynch). L'intero film segue la stessa traiettoria, passando dall'essere una raffinata analisi metatestuale sullo slasher, nonché una parodia del sistema produttivo hollywoodiano, a essere uno slasher in tutto e per tutto, un turbinio di carne e liquidi corporei, da vivere più di pancia che razionalmente, lasciandosi prendere per mano da Eros e Thanatos.

Schoenbrun parla anche di transizione, sfruttando la centralità del cambio di sesso in molti film sui serial killer (Psycho, Il silenzio degli innocenti) per raccontare la storia di una transizione, quella di Little Death, che è anche la storia del Desiderio, maschile e femminile come in Sandman. Little Death è creato e creatore, fonte di desiderio e di morte, vero autore delle avventure di Camp Miasma. Quando Kris smette di voler decostruire lo slasher e decide di abbandonarsi gioiosamente alle sue regole, si abbandona del tutto a Little Death, uccidendo il suo io razionale e rinascendo nel suo corpo.

Camp Miasma è un piccolo gioiello, scritto con grande intelligenza e amore per il genere di cui si occupa, capace di riscriverne le convenzioni senza avere pretese di essere superiore al materiale di partenza, ma abbracciandolo in pieno e portandolo in nuovi territori, in cui l'assassino non va solo temuto ma anche desiderato, in un processo di ricerca di se stessi che si muove tra fantasia e realtà senza essere davvero parte di nessuna.

**** 1/2

Pier