domenica 29 marzo 2026

Mio Fratello è un Vichingo - The Last Viking (In pillole #38)

Act naturally


Mio fratello è un vichingo, del regista danese Anders Thomas Jensen, è un oggetto alieno non identificato nel panorama cinematografico attuale, un film di difficile classificazione che si muove con efficacia tra più generi senza abbracciarne davvero nessuno. Potrebbe essere definito una commedia drammatica con il gusto dell'assurdo, ma questa definizione lascerebbe da parte il lato thriller e anche un po' pulp della vicenda, in cui Anker, un criminale appena uscito di prigione ha bisogno del fratello Manfred per ritrovare il bottino di una rapina compiuta anni prima. Manfred, però, dice di non ricordare nulla, e soprattutto soffre di disturbo dissociativo della personalità, credendosi, a seconda del periodo, una diversa celebrità.

Il film assume anche tonalità tarantiniane, ma mantiene sempre al centro le emozioni e i legami tra i personaggi, che non sono certo il focus principale del regista di Pulp Fiction. Il gusto per l'assurdo è tipicamente nordico ma con una contaminazione british, quasi da Monty Python, a partire dal fatto che Manfred è convinto di essere John Lennon e che, per aiutarlo a ricordare, Anker si troverà a dover riunire i Beatles, identificando altri pazienti affetti dallo stesso disturbo di Manfred, in un'escalation di assurdità che tocca anche il prison break movie e Qualcuno volò sul nido del cuculo. Se non vi bastasse, ci sono anche degli spezzoni (splendidi) in animazione.

Questo guazzabuglio di suggestioni eterogenee e apparentemente incompatibili viene invece amalgamato in maniera sorprendentemente coesa da Jensen, che riesce anche ad affrontare tematiche serie come l'esplorazione di drammi personali, la rimozione del trauma, il concetto di identità, e la malattia mentale. 

Si ride, ci si emoziona, e non ci si annoia mai in un film scritto divinamente ed esaltato dall'ottima prova del cast, capitanato dal sempre eccezionale Mads Mikkelsen nella parte di Manfred, tra cui spicca però Kardo Razzazi, un gioiello, che interpreta un uomo dalle multiple personalità che si crede sia Paul McCartney che George Harrison. 

*** 1/2 

Pier

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